Sarà un assedio. Fuori i Comitati e dentro la politica. Dopo mesi di attesa, l’emergenza rifiuti va in scena al Consiglio regionale. Una tragicommedia durante la quale la maggioranza sarà costretta a difendere il presidente Zingaretti e l’assessore all’Ambiente, Michele Civita, mentre l’opposizione cercherà di convincere chi ha deciso di collocare alla Falcognana la discarica di servizio dell’ineluttabilità della scelta.
“Noi un’alternativa a questa decisione ce l’abbiamo – spiega Antonello Aurigemma, Pdl – ed è la revisione totale di tutti i siti proposti dagli enti locali per individuare anche una discarica provvisoria e per quella diciamo definitiva. La scelta di Falcognana, i tempi con cui è stata gestita e questa fretta tremenda con cui si è agito a fronte della chiusura di Malagrotta che non ci sarà ha proprio il profumo di una cambiale elettorale”.

L’accusa è pesante e si aggiunge alle ombre e ai “misteri” che hanno caratterizzato la “monnezza story” degli ultimi due anni. Come per Corcolle, anche alla Falcognana i dubbi sulla proprietà del sito emersi nel corso delle istruttorie paventano più che una scelta tecnica indifferibile, un progetto di “cambio di monopolio”, un business che vale un centinaio di milioni di euro l’anno che da Colari si trasferisce in un colpo solo ai “nuovi padroni”.

Continua Aurigemma: “Da questo Consiglio e in particolare da questa maggioranza ci attendiamo risposte nel metodo e nel merito”. E ricorda come l’indicazione del Divino Amore siua arrivata in pieno agosto: “Le scelte fatte nei periodi sospetti nascondono qualcosa. E poi in pochi giorni si è passati da 1 milione di tonnellate a dieci camion. Sì, non c’è chiarezza, non c’è un progetto. Ecco perché Zingaretti e Civita devono spiegare perché si è passati dal silenzio dell’istituzione alla verità del Commissario: la Regione ha svolto un ruolo attivo e Sottile l’ha detto chiaramente. Il comportamento di presidente e assessore si configura come una totale mancanza di rispetto delle istituzioni. Sia noi che loro siamo stati eletti dai cittadini e a loro dobbiamo dire la verità. Chi ha scelto, perché, come sulla base di quali studi e con quali prospettive per il futuro. Qui si rischia di aprire una discarica e di far finta di chiuderne un’altra”.
E poi c’è il problema della trasparenza: “E’ da maggio che chiediamo di sapere e mentre il Governo ha risposto in tempi rapidissimi alle interpellanze di Brunetta, perché la Regione tace. Sotto sotto… “.
