Si erano appartati in un parco pubblico, cercando un angolo di intimità. Presi dall’impeto della passione non sono riusciti a contenersi lasciandosi andare ad un rapporto orale consumato tra occhi indiscreti. La segnalazione è arrivata alle forze dell’ordine e si è tramutata in una denuncia per atti osceni in luogo pubblico. Questa almeno la ricorstruzione dei fatti dell’accusa.

Due omosessuali romani, di 36 e 42 anni, rischiano così di finire sotto processo se il magistrato accoglierà la richiesta di rinvio a giudizio presentata dal pubblico ministero Fabio Santoni al termine dell’inchiesta portata avanti nei loro confronti. I fatti sono avvenuti il 26 aprile 2012, quando i due, secondo la ricostruzione dell’accusa, sarebbero stati sorpresi durante “un rapporto orale all’interno di un parco pubblico in via Romolo Murri, all’altezza di viale del Turismo – si legge nel capo d’imputazione – luogo frequentato da numerose persone e passanti”.
“A noi risulta una ricostruzione dei fatti differente rispetto a quella del pubblico ministero – afferma l’avvocato Gianluca Arrighi che assiste uno degli indagati insieme a Giulia Caroselli – Il procedimento è ancora formalmente in fase di indagine e pertanto preferiamo attendere le successive determinazioni della procura prima di pronunciarci. Se e quando si arriverà in dibattimento rappresenteremo e faremo valere la nostra tesi difensiva”.
