di Valentina Renzopaoli
Già secondo Presidente della I Sezione del Tribunale di Roma, sarà Giuseppe Mezzofiore a sostituire Piero De Crescenzo come Presidente del Collegio giudicante del processo Cerroni. La scomparsa prematura, circa un mese e mezzo fa, del dottor De Crescenzo, aveva praticamente bloccato quello che nelle intenzioni del pm Alberto Galanti, doveva essere un procedimento da celebrare con massima velocità.
Scelto anche per presiedere la I Sezione, prenderà lui quindi le redini del processo che vede imputati oltre al patron di Malagrotta, anche Francesco Rando, Giuseppe Sicignano, Bruno Landi, Luca Fegatelli, Raniero De Filippis e Piero Giovi e che vedrà sfilare un numero impressionante di ex ministri, ex presidenti di Regione, ex sindaci, ex assessori e due prefetti. Una nomina “pesante”, si sussurra tra gli addetti ai lavori, a conferma che quello sulla gestione dei rifiuti di Roma degli ultimi quarant’anni, continua ad essere considerato un processo di grande rilievo, anche dal punto di vista mediatico.
Nel curriculum di Giuseppe Mezzofiore processi da prima pagina come quello Fastweb per il maxiriciclaggio transnazionale di oltre due milioni di euro, concluso un anno fa, il 17 ottobre 2013, con diciotto condanne e sette assoluzioni. La I sezione penale del Tribunale di Roma aveva condannato il manager partenopeo Gennaro Mokbel e assolto il fondatore di Fastweb, Silvio Scaglia e l’ex amministratore delegato di Italia Sparkle.
C’è la firma del dottor Mezzofiore pure sulla sentenza Cirio: un’inchiesta che aveva fatto il giro del mondo e che si era conclusa, nel luglio 2011, con la condanna per bancarotta fraudolenta e truffa a nove anni per Sergio Cragnotti, ex patron della Lazio, e a quattro per Cesare Geronzi.Sulle cronache dei giornali il magistrato c’era andato anche in occasione della condanna a sei anni del produttore cinematografico Vittorio Cecchi Gori per il crac da 24 milioni di euro della Safin Cinematografica, emessa il primo febbraio 2013.
I lavori i aula per la “monnezzastory” riprenderanno mercoledì prossimo 22 ottobre ed è probabile che già in quell’occasione il neo presidente renderà ufficiale il nuovo calendario delle udienze, rispettando forse il volere del predecessore di fissare un appuntamento a settimana. Sarà Mezzofiore poi a dover sbrogliare il pasticcio delle intercettazioni: nell’ultima udienza del 1 ottobre il pm Alberto Galanti aveva chiesto la trascrizione di una quantità impressionante di materiale; operazione bloccata dalle difese che hanno evidenziato il fatto di non essere state messe in grado di visionare i brogliacci. Per acquisire i quattrocento dischetti su cui sono stati raccolti insieme brogliacci, intercettazioni e file audio ogni imputato avrebbe dovuto spendere ben 65mila euro: una procedura inammissibile che sembra stia cercando di risolvere lo stesso pm per consegnare entro la prossima udienza il materiale da visionare allo staff difensivo.
