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Ferrero contro Marino. “Quel cinema è mio”

Ferrero contro Marino. “Quel cinema è mio”
massimo ferrero sanremo 3
Proclamato lo sciopero di tutte le sale del Gruppo Ferrero contro l’iniziativa del Campidoglio che vorrebbe affidare la sala Troisi agli ex occupanti del Cinema America
Ferrero contro Marino. “Quel cinema è mio”

Polizia municipale nella sala Troisi in via Induno a Trastevere di proprietà del gruppo Ferrero. Gli agenti del comune di Roma si sono presentati davanti al cinema chiuso da due anni che Marino pensa di assegnare in affitto temporaneo agli ex occupanti del cinema America dopo il sequestro della storica sala.
La reazione non si è fatta attendere. “Ho comprato il cinema dal tribunale penale in quello che era il pacchetto Cecchi Gori – Ha detto Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, proprietario del cinema Troisi, in via Induno, struttura che il Comune di Roma vorrebbe dare in concessione ai ragazzi del Cinema America – .Attualmente è chiuso perchè mancano le licenze che sto aspettando da tempo, io lo sto ristrutturando per renderlo agibile e nel frattempo cosa succede? Il sindaco mi manda i vigili per sequestrarlo? Ma in che paese viviamo? Nel Terzo Mondo? Il sindaco lo toglie a me per darlo a degli occupanti? Denuncerò chiunque sia resposnabile di questa violenza”. 
“Ma lei intende chiamere il sindaco sulla questione?. “Io devo chiamare il sindaco? – ha risposto Ferrero che in questi giorni è all’estero – è il sindaco che me deve chiamà. Marino non può sequestrare un cinema. Questa farsa deve finire. Se la storia va avanti denuncerò anche il sindaco se necessario. I vigili del fuoco stanno facendo abusi, ho i ragazzi che lavorano per me che sono spaventati, hanno paura di perdere il lavoro. È questa la democrazia? Io mi rivarrò in tutte le sedi penali possibili e immaginabili. Io mi ero reso disponibile ad aiutare i ragazzi del Cinema America perchè amo la cultura ma non amo la violenza e mandare i vigili per sequestrare un cinema è violenza. Avevo chiesto di aspettare che mi dessero le licenze e poi avremmo discusso per trovare una soluzione ma oggi sono intervenuti con la forza. Inaudito!”.

Il responsabile delle sale del gruppo Ferrero e presidente dell’Anec Lazio, annuncia: “Proclamo lo  sciopero di tutti i cinema del mio Gruppo fino a un incontro chiarificatore con il sindaco Marino. Procederò legalmente contro le dichiarazioni false che sono state rilasciate riguardo la sala. E sarà il tribunale a rispondere in merito alla controversia sul cinema”. Sono sette le sale a Roma che appartengono al circuito “Ferrero Cinemas” destinate ora a fermarsi e altre 4 in altre città che per protesta oggi resteranno chiuse.
“Questo cinema risala al tempo del fascismo, era di un’associazione fascista, da 20 anni c’era il cinema Induno gestito per anni da Cecchi Gori. Io ho comprato da Cecchi Gori un pacchetto di 12 sale a Roma e lo ho gestito. Il cinema in questione stava cadendo a pezzi ed io l’ho chiuso per digitalizzarlo scoprendo anche che c’era una causa di usucapione dei proprietari prima di Cecchi Gori. La documentazione per i lavori è un atto scritto. Io ho pagato il cinema, me l’ha dato il liquidatore e ho il contratto che lo dimostra”.
“Il Comune può dire quello che gli pare – aggiunge Ferrero – Io questa roba non l’ho occupata. Sto pagando le rate dei miei acquisti, sto pagando 12 milioni del debito di Cecchi Gori. Come fanno a levarmi il cinema? Quel cinema al momento è fuori norma. Voglio vedere adesso se lo danno ai ragazzi del Cinema America e gli danno l’agibilità che a me hanno negato e voglio vedere se il Comune dà il permesso per ristrutturarlo. Se il sindaco vuole incontrami io sono pronto, altrimenti farò di tutto per far rispettare le mie ragioni. Se il sindaco non mi riceve, lo sciopero del mio gruppo andrà avanti ad oltranza”.