Dopo tre anni il tormentone dell’occupazione del teatro Valle è arrivato all’epilogo. Dopo la notte bianca, e dopo che il Comune all’alba ha chiesto e ottenuto da Acea il distacco della corrente, al mattino sopralluogo dei funzionari del Comune. Accompagnati dagli occupanti, che hanno spiegato loro i vari interventi svolti in questi 3 anni di occupazione, i funzionari hanno preso visione dello stato del teatro. “Ogni intervento è reversibile – afferma il tecnico del teatro Mauro Persichini – abbiamo ripristinato la buca dell’orchestra, che ora è coperta da una pedana ma è utilizzabile. Questo teatro inoltre è come una nave scuola, sono stati fatti corsi di formazione per tecnici e fonico. Speriamo che anche il restauro possa diventare un processo formativo. Ci teniamo che i lavori rispettino la struttura, la pendenza del palcoscenico e l’utilizzo graticcia in legno. Interventi di muratura devono essere valutati con attenzione perché si perderebbe l’acustica che ora è ottima grazie alla struttura in legno. Sarebbe bello che il teatro rimanesse aperto. I camerini sul palco, prima avevano molta roba ammassata, noi l’abbiamo tolta mettendo i camerini in sicurezza”.
Ma sono sempre loro, gli irriducibili del “teatro condiviso” a dettare le regole al tavolo della trattativa. Finito il sopralluogo, nuova mobilitazione, questa volta per riottenere l’energia elettrica: “Gli occupanti rimarranno nel teatro fino a che la luce non verrà ripristinata, “aspettiamo risposte concrete” dicono. “Consegneremo un mazzo di chiavi al comune, uno al teatro di Roma e uno lo terremo noi”. Intanto stanno montando un palco all’esterno al teatro “un’installazione artistica per continuare le nostre attività. Questo è un progetto che può crescere, bisogna continuare a lavorare – afferma Sara – Rendere disponibile il foyer per riunioni e trattative è un atto forte di cogestione”. Per i lavori “abbiamo già costituito un osservatorio e un progetto, che fungerà anche da progetto di formazione, in collaborazione con università e giovani architetti, per sfruttare al meglio questa opportunità”. Ci sarà anche una frequenza radio dedicata, per dare voce a quello che succede all’interno del teatro e stanno anche pensando di fare una diretta streaming dei lavori”. Così hanno convocato un’assemblea. Insomm,a fuori dal teatro ma sempre con la possibilità che l’occupazione riprenda, “in attesa di risposte concrete dall’amministrazione”.

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All’alba partite le operazioni di sgombero che si bloccano quando il Comune fa staccare la corrente. Torna l’energia e riprende vigore il progetto di teatro condiviso. Si lavorerà nel foyer. Forse







