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Finisce in ospedale per il telefonino. I bulli lo prendono a calci e pugni

Finisce in ospedale per il telefonino. I bulli lo prendono a calci e pugni
Succede a Torre Spaccata dove un 12enne, da poco trasferitosi nel quartiere, era finito nel mirino di due ragazzini di poco più grandi. Il bambino era sceso per fare una commissione per il padre quando si è imbattuto nel gruppetto. I due dopo avergli strappato il cellulare lo hanno seviziato per oltre un’ora fino all’arrivo del genitore allarmato dalla prolungata assenza. I Carabinieri hanno assicurato i piccoli boss al Tribunale dei Minorenni

“Tieni i soldi, vai a prendere il pane al forno?”. Una piccola commissione che il padre  affida al figlio 12enne. Non vedendolo tornare dopo più di un ora comincia a chiamarlo al cellulare, senza risultato. Il genitore allarmato scende in strada chiamando a gran voce il nome del figlio. Il piccolo gli si fa incontro in lacrime e senza forze.

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A ridurlo in quello stato il pestaggio subito da due bulli di appena 4 anni più grandi. Succede nel quartiere di Torre Spaccata. I due, con la complicità di altri amici, avevano preso da qualche tempo di mira quel bambino di modesta estrazione familiare, andato a vivere da un anno, con la sua famiglia, nel quartiere.
La sera del 1 marzo scorso, al culmine di un periodo di minacce ed insulti, i “bulli” avevano incontrato in strada, per caso, il ragazzino, e lo avevano condotto con la forza in un parco poco distante da casa, a quell’ora deserto. A quel punto gli hanno rubato il cellulare di ultima generazione da poco ricevuto in regalo da un parente, pretendendo anche dei soldi che il giovane non aveva. Non ottenendo il denaro, i due “bulli” lo avevano picchiato colpendolo con calci e pugni, e impedendogli per più di un’ora di allontanarsi. I due sono scappati solo quando hanno udito la voce del padre del piccolo.
Il bambino non aveva trovato il coraggio di accusare gli autori attribuendo le lesioni a cause accidentali, ma il genitore ha chiamato i Carabinieri che hanno ricostruito la vicenda, anche attraverso le “amicizie” strette dal ragazzino su Facebook.
Identificati come due 16enne i due dovranno rispondere di “rapina aggravata in concorso”, “sequestro di persona”, “lesioni aggravate in concorso” e “minacce aggravate in concorso”, tutto con l’aggravante della reiterazione. la Procura presso il Tribunale per i Minorenni ha richiesto ed ottenuto le misure cautelari a carico dei giovani “bulli” che, solo per la loro giovane età, sono stati destinati ad istituti di rieducazione minorile.
Per la piccola vittima, accompagnata subito all’ospedale S. Pertini, la diagnosi parla di ferite guaribili in 30 giorni, ma sono ben più gravi le lesioni psicologiche.