Lo scambio tra Francia e Italia vale 70 Miliardi di euro ed è in vantaggio per il nostro Paese. E dallo studio più bello del mondo, il racconto di un progetto per un’Europa forte che sia la premessa di Unione per il Mediterraneo
di Marcello Aranci
Italia e Francia sono separati dalle Alpi ma uniti da tantissimi interessi e hanno sviluppato un’emulazione reciproca che favorisce la crescita di entrambi i paesi. Alain Le Roy ambasciatore di Francia apre le porte di Palazzo Farnese e del suo straordinario studio ad Affaritaliani.it. Nel cuore del palazzo con la vista su Piazza Farnese, la stanza è completamente decorata da affreschi del ‘500 che raccontano le vicende storiche di una delle Famiglie più importanti di Roma. Uno spettacolo che lascia senza fiato.
Alain Le Roy, profondo conoscitore dell’Europa è stato anche Ambasciatore incaricato del progetto dell’Unione per il Mediterraneo, ed è in Italia con il ruolo di Ambasciatore da quindici mesi. Parla un italiano impeccabile, grazie ad un lavoro intenso che lo ha portato in giro per il Paese a rafforzare e promuovere attività economiche ma anche e soprattutto scambi culturali di altissimo livello e di eccelsa qualità.
“Questo periodo è stato intensissimo, perché i legami e le opportunità per i due Paesi sono tanti e reciprochi. Una bilancia commerciale che vale 70 milardi di euro e che per entrambi i Paesi è la più importante dopo quella con la Germania, testimonianza di un asse italo-franco-tedesco che è fondamento imprescindibile di un irrinunciabile progetto europeo. L’Europa è nel nostro DNA, è un qualcosa che va implementato e rafforzato, deve essere l’obbiettivo comune degli sforzi dei nostri Paesi. Il nostro lavoro di questi anni è proprio quello di creare cittadini europei. Una politica europea, oggi non è una possibilità ma è una strada obbligata, in parte già tracciata ma con un traguardo ancora più ambizioso: creare una integrazione estesa anche a tutta l’area del bacino mediterraneo. Con l’Italia c’è una assoluta condivisione di vedute e un forte legame economico – culturale, che ci unisce anche nello spirito. La rivalità tra Italia e Francia a cui fanno spesso si fa riferimento è in realtà più folcloristica che non nella sostanza. In questi anni non ho incontrato un solo cittadino francese che si sia trovato male in Italia.”
L’ambasciatore Le Roy ha un legame fortissimo con la città che conosce molto bene e che ama girare anche da solo per godersi gli scorci e apprezzarne gli aspetti più popolari. Professa una dichiarazione di stima assoluta nei confronti del nostro Paese, è un uomo di raffinata cultura e tra i suo precedenti incarichi ha avuto quello prestigiosissimo di vice segretario generale delle Nazioni Unite incaricato delle operazioni per il mantenimento della pace. Per passione ha studiato anche il nostro rinascimento e non si sottrae a sottili analisi sociologiche fotografando aspetti della cultura francese e di quella italiana particolarmente originali: “La cultura passa soprattutto attraverso le esperienze della quotidianità, come ad esempio la cucina, in questo la tradizione culinaria italiana è forse superiore a quella francese, proprio perché letta come un aspetto culturale e addirittura a volte come un senso di appartenenza territoriale. In Francia, ad esempio, apprezziamo proprio questo modo di vivere l’arte culinaria come esperienza formativa del patrimonio culturale di ciascun individuo, io stesso sono stato sedotto da questa modalità e oggi mi trovo ad apprezzare quasi di più quella italiana che non quella francese, ma forse – sorride ironicamente – anche perché a Roma non esiste un ristorante francese.”
Prosegue il racconto di una relazione che scopriamo essere ben oltre l’immaginario collettivo: “Il legame tra Italia e Francia è floridissimo grazie ad una collaborazione istituzionale tra i due Paesi che è veramente ricca, abbiamo in Italia quasi 200.000 lavoratori che sono impiegati in aziende Francesi, nei settori che vanno dall’agroalimentare alla GDO, fino al settore automobilistico. Inoltre, abbiamo una presenza industriale nel vostro Paese decisamente consolidata, ci sono aziende che per noi hanno una valenza storica importantissima che sono in Italia da 130 anni, non solo con rappresentanze commerciali, ma con veri e propri stabilimenti industriali come ad ed esempio la Saint Gobain. Ma gli scambi sono reciproci, gli investimenti italiani in Francia sono cresciuti del 37% dal 2011 dal 2012, nei settori dell’ambiente e dell’agroalimentare, ma anche in altri segmenti. Ci sono investitori italiani che impiegano al meglio nostre agevolazioni e creano imprese floridissime. Comunque la bilancia commerciale è ancora a favore dell’Italia per quasi 4 miliardi di euro.”
Anche gli scambi culturali rientrano in questo budget, l’ambasciata francese ha una parte importante del suo lavoro proprio nel coordinare tali attività e Alain Le Roy interpreta benissimo questo ruolo essendo un uomo di cultura a tutto tondo, tra l’altro appassionato di cinema, sia quello francese che quello italiano, ma non solo, è anche un ex rugbista e ammette sportivamente la recente sconfitta da parte delle Francia: “l’Italia ha fatto una grande impresa proprio perché ha mostrato il suo lato migliore: una forte unità. Ho assistito emozionato allo stadio olimpico pieno di italiani che gioivano e partecipavano con grande trasporto allo spettacolo della loro squadra, è uno spettacolo dell’Italia migliore che dovrebbe esser preso come esempio in molti altri settori. Lo sport è una parte anche del patrimonio culturale di un Paese. Francia ed Italia detengono un larga fetta del patrimonio intellettuale e culturale del mondo, nel cinema, nella musica, nell’arte. Per questo gli scambi sono base della crescita e sono stimoli importanti per tutti e due i Paesi. Abbiamo ad esempio iniziative che sono gemelle che si svolgono sia in Francia che in Italia, dalla rassegna di musica “Suona Francese” con la sua omologa “Suona Italiano” in Francia, oppure la rassegna sul cinema francese che abbiamo presentato proprio in queste ore, alle quali si aggiungono le decine di collaborazioni tra i musei, gli scambi culturali di arte moderna, le rassegne teatrali, di letteratura, solo i libri francesi tradotti in Italia sono circa 4.000. Insomma Francia e Italia sono legate da una missione comune, che è quella di promuovere la cultura , e unite da un grande opportunità, che è quella di creare un ponte culturale, economico e strategico nel mediterraneo.


