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Fuga di documenti riservati del Governo. Caccia alla talpa al Ministero dell’Economia

Sarebbero partiti dai computer di alcuni funzionari del dicastero di via XX Settembre i documenti relativi a provvedimenti finanziari finiti sui giornali ancor prima di essere ultimati. Gli uffici passati al setaccio

Rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio. Questo il reato ipotizzato dalla Procura di Roma nell’ambito di un’inchiesta volta ad accertare la responsabilità di funzionari del ministero dell’Economia e delle Finanze nella divulgazione di documenti interni al dicastero, anche ad organi di stampa, coperti dal segreto d’ufficio.
Per questo il procuratore aggiunto Nello Rossi e il sostituto Nicola Maiorano ha delegato il nucleo speciale frodi tecnologiche della guardia di finanza ad eseguire tre decreti di perquisizione in uffici e apparecchiature informatiche in uso ad altrettanti funzionari del Mef.

L’indagine, scaturita da una segnalazione dell’ufficio di gabinetto del ministero dell’economia e delle finanze, riguarda documenti relativi a provvedimenti finanziari del Governo finiti sui giornali prima che venissero ufficialmente resi pubblici. Atti relativi al documento di programmazione economica e finanziaria passati ad alcuni quotidiani e siti internet quando non erano ancora ultimati, vidimati, ufficializzati. Le verifiche hanno consentito agli specialisti delle fiamme gialle, partendo dall’analisi dei documenti informatici pubblicati su alcuni siti web, di stabilire che gli stessi erano stati prodotti su postazioni informatiche interne al ministero. Successivi accertamenti condotti sui file log dei sistemi di posta elettronica istituzionale, hanno permesso, poi, di risalire ai funzionari che avevano indebitamente divulgato bozze di documenti in corso di formazione, e pertanto ancora riservati. Dopo le perquisizioni, con cui gli investigatori hanno passato al setaccio i computer e gli uffici di tre funzionari, potrebbero ora partire le convocazioni per chiedere spiegazioni.