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Giancarlo De Salvo lancia la sfida al DDL Caccia: due referendum per cambiare le regole

Mentre il Disegno di legge prosegue il suo iter parlamentare, l’associazione “Rispetto per tutti gli animali” avvia la raccolta firme per due referendum che puntano a cambiare profondamente la normativa sulla caccia.

Giancarlo De Salvo lancia la sfida al DDL Caccia: due referendum per cambiare le regole

C’è un momento in cui una legge smette di essere soltanto un insieme di articoli e commi e diventa lo specchio della società che la produce. È quanto sta accadendo con il Disegno di legge sulla caccia, un provvedimento che ha acceso uno dei confronti più accesi degli ultimi anni, dividendo politica, associazioni ambientaliste, mondo venatorio e opinione pubblica. Da una parte c’è chi considera la riforma un aggiornamento necessario di una normativa ormai datata, utile a una gestione più efficace della fauna selvatica. Dall’altra c’è chi vi legge un arretramento culturale e ambientale, capace di ridurre il livello di tutela garantito agli animali e agli ecosistemi.

In questo scenario si inserisce l’iniziativa dell’associazione Rispetto per tutti gli animali, promotrice della campagna No DDL Caccia, che ha deciso di affiancare al confronto parlamentare lo strumento della democrazia diretta, promuovendo due referendum abrogativi. L’obiettivo dichiarato non è soltanto contrastare il Disegno di legge oggi in discussione, ma intervenire su due norme che, secondo i promotori, rappresentano i cardini dell’attuale disciplina venatoria.

I due referendum contro la normativa venatoria

Il primo referendum propone l’abrogazione dell’articolo 19-ter del Codice Penale. Secondo l’associazione, questa disposizione limita l’applicazione delle norme penali a tutela degli animali quando intervengono leggi speciali, tra cui quelle che regolano la caccia. L’intento è rafforzare la protezione giuridica della fauna selvatica, eliminando quella che viene ritenuta un’eccezione non più coerente con la crescente sensibilità nei confronti del benessere animale.

Il secondo quesito riguarda invece l’articolo 842 del Codice Civile, che consente ai cacciatori, nei casi previsti dalla legge, di accedere ai fondi privati anche senza il consenso del proprietario. L’abrogazione della norma restituirebbe ai proprietari il diritto esclusivo di decidere chi possa entrare nei propri terreni.

Giancarlo De Salvo e l’appello ai cittadini

Giancarlo De Salvo lancia la sfida al DDL Caccia: due referendum per cambiare le regole
Giancarlo De Salvo, Presidente Associazione Rispetto per tutti gli animali

Per il presidente dell’associazione Rispetto per tutti gli animaliGiancarlo De Salvo, la raccolta firme rappresenta un passaggio decisivo. «Il referendum rappresenta l’unica strada percorribile per arrivare a un reale cambiamento», ha dichiarato, spiegando le ragioni dell’iniziativa. Una convinzione che si accompagna a una visione più ampia del rapporto tra uomo e natura. «L’ambiente che ci circonda va protetto e non distrutto, uccidendo gli animali che lo popolano o inquinandolo con piombo e plastica. Sono certo che l’unione di tutti quelli che hanno a cuore questa causa sarà grande e avrà modo di fare rumore nel nostro sistema sociale», afferma ancora De Salvo, indicando quella che considera una battaglia non soltanto ambientalista, ma culturale.

Nel frattempo il DDL Caccia prosegue il proprio iter parlamentare, mentre il confronto resta aperto anche sul piano europeo. La Commissione europea ha infatti fatto sapere di seguire con attenzione l’evoluzione del provvedimento, verificandone la compatibilità con la normativa comunitaria in materia di tutela della biodiversità.

Il tema della caccia tocca diverse questioni , tra tradizioni consolidate e una sensibilità sociale sempre più orientata alla tutela degli animali. Quale che sia l’esito del percorso parlamentare, la campagna referendaria apre un ulteriore livello di confronto democratico. Se la raccolta firme raggiungerà l’obiettivo previsto dalla legge, saranno infatti i cittadini a pronunciarsi su due quesiti destinati ad avere un impatto ben oltre il mondo venatorio. Perché il vero nodo della questione non riguarda soltanto la caccia. Riguarda l’idea di civiltà che un Paese sceglie di costruire. Ogni generazione è chiamata a decidere quale rapporto instaurare con il mondo che la circonda: quello del dominio o quello della custodia. E forse, oggi più che mai, la differenza tra questi due concetti racconta il futuro che vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi.