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Gli apriscatole a teatro. Alla Regione per lavorare

Dopo la seconda riunione del nuovo Consiglio regionale del Lazio, alcune considerazioni vengono immediatamente spontanee, e con chiarezza diremo subito che siamo entrati nell’aula della Pisana, in quell’acquario il cui nome vogliamo sfatare per sempre rimuovendo la barriera di vetro che divide gli amministratori dai cittadini, per riportare la politica al ruolo che merita. Nel Lazio al primo posto ci sono i temi della sanità e dei rifiuti. Nodi di importanza centrale, il cui scioglimento non può essere ulteriormente rimandato.
Eppure nonostante la cordiale atmosfera delle prime ore, nonostante la nostra sincera volontà a confrontarci e a collaborare con tutti, non ci è parso che il presidente Zingaretti abbia tracciato nel suo discorso d’insediamento quel cammino che dovrebbe portare il Lazio fuori dal tunnel dei suoi più gravi problemi. Ai quali si aggiungono la disoccupazione, soprattutto dei giovani, le imprese con il fiato sempre più corto, l’ambiente da tutelare.
Roma ed il Lazio sono lo specchio della Nazione intera, di un Paese che vuole e deve rinascere, ma che per farlo ha bisogno di attenzione, sacrifici, di rigore ma anche di solidarietà. Non ci interessano gli apriscatole piazzati sui banchi dell’aula, non ci interessano le chiacchiere. Se vogliamo vedere uno spettacolo comico, pur comprendendo il caratteristico dna dei grillini, scegliamo un teatro dove giovani che lottano per farsi conoscere sappiano offrirci quella sana satira che ridendo castiga il malcostume, ma non diventa essa stessa oggetto di scherno, per quanto amaro e preoccupato esso sia. Siamo stufi delle solite tiritere dei soliti noti che celebrano se stessi fino a mandare il pubblico in overdose di noia. Ci stupisce chi, alla Pisana come in Parlamento, pur reputandosi democratico, pur godendo del naturale dono della simpatia e della cordialità, siede più in alto, e alle spalle degli altri. I 50 consiglieri eletti alla Pisana sono stati nominati per fare parte di un’assemblea, per lavorare e cercare di risolvere i problemi di tutti i cittadini della Regione. Sono stati eletti per fare, insomma, e non per stare a guardare. E’ necessario impegnarsi, tutti, e con l’obiettivo di risolvere le difficoltà, cercando di evitare il più possibile inutili impedimenti che rischiano di aggravare, come sta accadendo a livello nazionale, una situazione già dolorosa e drammatica. Siamo pronti al dialogo, alla discussione, ma non tollereremo per molto meline, giochi di prestigio, perdite di tempo, teatrini e spettacoli, arnesi da cucina fuori posto e fumose dichiarazioni, silenzi che nascondono il vuoto delle idee, riferimenti storici strampalati, roboanti, volgari e presuntuosi. Lotteremo duramente contro chi, pur travestendolo da nuovo, vuole rinnovare il vecchio paralizzando le riunioni, ingessando gli uffici, naufragando nelle critiche velenose e incagliandosi nelle secche di rotte mal disegnate. Lavoreremo con lealtà insieme a chi vorrà portare alla vittoria il cambiamento, la trasparenza, l’efficienza e il rilancio di tutto il territorio del Lazio.

Fabrizio Santori, consigliere regionale La Destra