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Gli indecisi sono il terzo partito. Marino-Alemanno, di nuovo 3 punti

LA BATTAGLIA DEL CAMPIDOGLIO. Nuova rilevazione sulle intenzioni di voto dei romani e torna il divario tra i principali candidati anche se il sindaco uscente guadagna frazioni di punti. Flessione lieve del Cinque Stelle (14,8) e conferma di consensi per Alfio Marchini. La differenza la faranno però gli astenuti e gli incerti la cui somma costituisce di fatto la terza coalizione con il 28,7 per cento che non sa se e chi andrà a votare. TUTTI I NUMERI

di Fabio Carosi

Istituto che vai, sondaggio che trovi. Dopo la rilevazione dell’8 maggio curata da Spincom, fresco di telefonate arriva quello commissionato dall’agenzia Omniroma ed è doccia fredda per il sindaco. Secondo la società Tecné, Marino è sempre saldamente in testa con il 35 per cento dei consensi, seguito da Alemanno ma con poco meno di tre punti percentuale: 32,9.
In calo, anche se lieve, lo stellato Marcello De Vito, sceso al 14,8%, seguito da Alfio Marchini all’11,3, e quindi sostanzialmente stabile rispetto alla rilevazione pubblicata il giorno 8.
Il sondaggio Omniroma prende in esame anche i cosiddetti “candidati minori” con Sandro Medici al 2,5 per cento, Stefano Tersigni allo 0,8 per cento, Matteo Corsini allo 0,6, così come Simone Di Stefano.

marcello de vito

Il vero risultato su cui i candidati dovrebbero riflettere nei prossimi giorni è il “partito del non voto  e degli incerti”, un gruppo che in città pesa per il 28,7 per cento ed è di fatto il terzo partito.
L’aggregato di coalizione vede il centrosinistra di Marino in testa col 37,5 per cento, seguito da Alemanno col 33,4%. Segue il Cinque Stelle col 14,9 e Alfio Marchini con un 8,4%.
E ora l’analisi. A sinistra la coalizione va meglio del candidato, segno che è in corso un’erosione di consensi da parte del senatore-chirurgo a livello personale e una sostanziale tenuta ma solo tra i partiti. A destra, invece, Alemanno sta recuperando frazioni di punto di giorno in giorno, forse spinto anche dall’effetto “taglio Imu”, in linea con quanto avviene a livello nazionale. Anche il sindaco va meglio come coalizione e i due affetti lasciano presagire la tendenza al voto disgiunto, confermata anche da Marchini: picchi anche del 12 per cento come candidato, ma risultato “debole” come coalizione con quasi 4 punti di differenza.

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