Gli annali della storia “meteopolitana” racconteranno che Roma nell’anno 2014 “divisa in partes tres est: unum Nord dove piove e bombe d’acqua sunt, duum Roma Centro dove nuvoloso est, treum Roma sud id est Lido di Ostia dove c’è il sole”. Questo evento mai sarebbe balzato agli occhi, se non fossero state inventate le applicazioni per i telefoni cellulari che tentano di azzeccare quello che accadrà in cielo e in terra con precisione millimetrica. Provano ma non riescono, perché quando sullo schermo appaiono tuoni e fulmini al mare c’è il sole che ustiona l’epidermide oppure l’esatto contrario. Allora a tirare giù imprecazioni sono almeno in due: gli operatori del turismo inviperiti e i potenziali vacanzieri costretti a rimanersene con le mani in mano, con i giorni che passano e le ferie che sfumano.
Per non parlare di quelli che nella Capitale ci abitano e debbono prendere la metropolitana, gli autobus, vivere insomma. Al problema c’è un’unica soluzione, quella di smettere di compulsare questi stupidi programmi che cercano di prevedere una tendenza in maniera netta e definitiva con un modello matematico che generalizza gli eventi climatici compiendo un terrificante mischione. Non ci sono dati attendibili sull’aumento delle vendite delle centraline pluviometriche casalinghe, ma quand’anche fossero schizzate alle stelle rimane il dubbio su quante ne dovrebbe possedere ogni cittadino, non ne basterebbero una a casa e una sul posto di lavoro. I commessi viaggiatori e i rappresentanti di commercio urlerebbero alla disparità di trattamento, chi si muove è penalizzato.
La confusione aumenta, alcune località turistiche impugnano l’autonomia metereologica, installano in fretta e furia stazioni pluviometriche che garantiranno previsioni doc, serie garantite e affidabili. Qualcuno guarda all’estero e scopre che in Inghilterra il Governo misteriosamente stipendia alcuni soggetti definiti “metereopatici”, soggetti che aiutano puntualmente nelle previsioni del tempo utilizzando i propri misteriosi poteri di preveggenza. Nuovi scenari si aprono per gli immobiliaristi, si potrà scegliere la propria abitazione in base alle preferenze climatiche oppure ai capi di abbigliamento presenti nell’armadio. Gli amanti dell’impemeabile prediligeranno un attico sulla Cassia con precipitazioni moderate e costanti. Gli appassionati dell’Africa prenotano un sottotetto nell’entroterra di Ostia con vista sulla pineta, caldo e asciutto come le sabbie del deserto. Di questo passo le previsioni di medio e lungo periodo finiranno per assomigliare ad altre previsioni, quelle astrologiche. Su questo concerto di eventi si eleva un’unica possente imprecazione: “aridatece Bernacca”.
Patrizio J. Macci
