Inossidabile. Una garanzia. Non perde smalto il talento di Heinz Beck, chef de ‘La Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri, che si consolida alla vetta della classifica della guida ‘Roma del Gambero Rosso 2014’. Lo chef, di origini tedesche ma ormai uno dei simboli di Roma, si conferma unico ‘Tre forchette’ nella edizione numero 24 della Guida enogastronomica.

Se il vertice è indiscusso, molto vivace è il panorama degli chef inseguitori ed emergenti, categoria sempre più cosmopolita e sempre più spesso attiva negli hotel. Una new entry blasonata è ‘Vivavoce’ del Gran Melià Rome Villa Agrippina, cucina griffata dallo chef campano Alfonso Iaccarino che si ripropone nella Capitale dopo l’esperienza non proprio felice Baby dell’Hotel Aldrovandi, conclusa nel 2010.
Per la prima volta la capitale ha i suoi ‘Tre gamberi’ il riconoscimento alla cucina della tradizione e assegnato alla famiglia dei Gargioli di ‘Armando al Pantheon‘. L’eccellenza delle birrerie dei ‘Tre boccali’ vanno alla mirabile proposta a tema malto e luppolo all’Open Baladin. Tra le enoteche-wine bar ‘Tre bottiglie’ a Casa Bleve, Del Gatto a Anzio, e Roscioli.
Ma non solo tradizione, all’insegna dell’innovazione e dell’insolito la menzione per il winebar “no.au”, per il “Gelato Bistrò” e per il ristorante dell’Hotel The Firts “All’oro”. Una edizione con un occhio in più anche al servizio in sala, dove tra tutti i 1400 indirizzi selezionati nella guida, primeggia il ristorante “Gli Ulivi”.
E se nella Roma attovagliata primeggiano i soliti noti le scoperte più originali sono affidati ai giudici stranieri che hanno eletto il Caffè Propaganda come il posto ideale per una pausa gourmet, mentre svedesi e colombiani sono letteralmente impazziti per la pizzeria “Pinsa e buoi…” di San Lorenzo; occorre arrivare invece fino ad Olevano Romano per godere delle delizie del ristorante “Sora Maria e Arcangelo”, ma se vengo apposta dalla Danimarca forse merita una passeggiata fuori porta.
