Le scuole già stanno affiggendo comunicazioni e avvertendo i genitori che non apriranno. Ma non solo nidi e materne, venerdì ad incrociare le braccia saranno tutti i 24mila dipendenti di Roma Capitale. Non tornano indietro i sindacati: il 6 giugno sarà sciopero, lo hanno ribadito i vertici di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Csa proseguendo il muro contro muro con l’amministrazione capitolina sulla questione del salario accessorio dei lavoratori comunali. A repentaglio scuole, servizi, Polizia locale della Capitale, in un’agitazione che ha l’obiettivo di incalzare il Campidoglio per il rilancio della macchina amministrativa.
“Il sindaco che chiede pazienza perché la realtà romana è davvero complicata – commenta il segretario generale della Fp Cgil di Roma e del Lazio Natale Di Cola – ritiri la delibera di Giunta che mette una tagliola sulla riorganizzazione della macchina capitolina, frutto di decenni di accordi e leggi”. Per Di Cola, “i progetti presentati per la riorganizzazione di scuola e polizia locale non sono innovativi, non rispondono alle esigenze dei cittadini e umiliano i lavoratori e impoveriranno il loro salario”.
Secondo i sindacati, i lavoratori capitolini rischiano di perdere un terzo della retribuzione: 380 euro medi per un operatore di Polizia locale, 418 per un docente del settore educativo-scolastico, fino a 438 per un amministrativo dell’anagrafe. “Roma sarà bloccata: l’adesione dei vigili urbani sarà massiccia, ci saranno i minimi essenziali che prevederanno solo pochissime unità a presidio – nota il segretario della Uil Fpl di Roma e del Lazio Francesco Croce Ad accompagnare lo sciopero il corteo in partenza alle 8.30 da largo Bocca della Verità diretto a piazza del Campidoglio. Continua a teneree banco anche la questione Concorsone: “Nonostante gli accordi firmati a novembre – denuncia sempre Cola – nessun vincitore del concorsone è stato assunto. Con le norme vigenti ci vorranno oltre 10 anni prima che tutti gli aventi diritto vengano assunti”.

