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I “liberi muratori” si raccontano. Quando un libro avvicina alla verità

LA RECENSIONE. Il Gran Maestro di Palazzo Vitelleschi torna in libreria con “La massoneria rivelata”. Insieme a Marco Dolcetta ripercorre e cavalca tre secoli di storia svelando il ruolo che i “fratelli” ebbero in alcune importanti vicende storiche del passato più o meno recente. Un vademecum per chi volesse avvicinarsi consapevolmente all’universo della “fratellanza”

di Patrizio J. Macci

Il cittadino che si trovasse a camminare nel tratto di strada che congiunge piazza Venezia a Largo Argentina, difficilmente immaginerà che in alcuni palazzi di quella via della Capitale la Massoneria ha consumato la sua storia e le sue decisioni. Arrivato a Largo Argentina poi, il suo sguardo andrà alle rovine della romanità e ai gatti paciosi, senza soffermarsi più di tanto sulla facciata severa di Palazzo Vitelleschi dietro le cui tende si cela la sede della Gran Loggia d’Italia degli antichi liberi accettati muratori.
Questo e molto altro è raccontato nel volume “La massoneria rivelata” (Mondadori Editore) curato da Luigi Pruneti “iniziato” alla Gran Loggia d’Italia nel 1974 saggista e studioso di esoterismo con numerosi volumi all’attivo Gran Maestro dal 2007, e il documentarista Marco Dolcetta che si alternano nella redazione dei capitoli con mano sicura e ottimo piglio narrativo.

E’ un’operazione di pulizia storico-filologica quella che gli autori compiono, demistificando le false leggende sulla Libera Muratoria. Ripercorrendo e cavalcando tre secoli di storia, Pruneti e Dolcetta analizzano i miti creati dagli stessi massoni (alcuni dei quali storpiati e modificati si sono trasformati nelle armi affilate dei nemici feroci della Massoneria per partito preso), svelando il ruolo che i “fratelli” ebbero in alcune importanti vicende storiche del passato più o meno recente.
Il volume affronta il sottile percorso delle testimonianze simboliche che i fratelli massoni hanno lasciato nell’architettura, nell’arte, nella letteratura. Provvedimenti restrittivi, persecuzioni e ogni altro tipo di violenza subita dalla “Muratoria” trovano un riscontro nelle pagine dei due autori. Per chi non avesse mai visitato l’interno di un tempio, le tavole a corredo del volume offrono la possibilità di colmare questa mancanza svelando tra l’altro l’interno della sede di Roma, insieme a preziose foto dell’abbigliamento con i simboli di riconoscimento in voga tra affiliati. Un’attenta analisi è riservata ad alcuni simboli del consumismo (marche e loghi), all’interno del quale l’istancabile lavorìo indagatore di internet (spesso fantasioso al limite della leggenda), rintraccerebbe alcuni simboli ispirati dalla massoneria.
La decisione (premeditata?) di non inserire un indice analitico dei personaggi citati, obbliga a sfogliare l’opera come se si fosse all’interno di una galleria di quadri dove personaggi come Garibaldi, Carducci, Lenin si alternano in grandi affreschi di epoche e di ambienti culturali. La presenza di una ricca bibliografia e di un glossario rendono il volume un ottimo strumento per lo studioso, e in -ultima analisi- un vademecum per chi volesse avvicinarsi consapevolmente all’universo della “fratellanza”.