di Patrizio J. Macci
C’era, anzi c’è un’isola dispersa chissà dove con un Re, una Regina e degli N- Sfera volanti… Raccontato in questo modo sembra il riassunto della più classica delle trame e invece non è assolutamente così. Letteralmente bulinato in pixel da Riccardo Ragozzini, giornalista romano e cultore appassionato della sperimentazione linguistica, N-Sfera è un libro anomalo nel panorama culturale italiano.
Nessun editore italiano tra i “major” ha accettato di produrlo nella veste cartacea per quella triste diffidenza ormai imperante da parte degli editor nei confronti della sperimentazione. Invece ne varrebbe la pena. Nel volume, infatti, il racconto diventa un pre-testo per affrontare un tema di un’attualità impressionante: la decadenza del linguaggio, il progressivo spegnersi della lingua sia parlata che scritta e la conseguente fine della civiltà immanente. La contaminazione dei generi, il plurilinguismo. Ragozzini naviga a vele spiegate nell’universo della parola e nei suoi segreti.
A corredo dell’opera le tavole di Benito Saluzzi, artista visionario che ha saputo rendere al meglio la narrazione, tanto da auspicare un’edizione completamente illustrata, una sorta di retablo dove poter leggere il testo visivamente. L’autore ha affidato questo raro gioiello a un piccolo, prestigioso e combattivo editore fra i primi a credere nei libri in digitale: Croce Editore, che l’ha editato collocandolo nel suo negozio sulla piattaforma di bookrepublic, un modo per salvarlo dalla dimenticanza e per cristallizzare l’opera d’arte.
Ragozzini ha messo nel frullatore il vocabolario della lingua italiana (e non solo) con i suoi dialetti e i suoi neologismi, raggiungendo il risultato di un romanzo che avrebbe fatto alzare il sopracciglio a Raimond Queneau e a Italo Calvino ed eccitato quella banda di scalmanati dell’Oulipo. Il lettore più accorto coglierà echi del primo Stefano Benni.
Un libro da consigliare a tutti quelli che non accettano di essere vittime rassegnate di una comunicazione parlata e scritta che uccide lentamente, di un linguaggio quotidiano che è demoniacamente il motore di tutto il male possibile. Una scrittura che non rispetta il canone del romanzo borghese ottocentesco, ma che contrasta e combatte la mole di rifiuti fisici e morali di una metropoli d’oggi con le sue infinite mosche di morte. In questo modo il libro diventa bisogno pubblico, evento sociale, offerta di una via di salvezza per la giungla urbana.
Editori interessati a realizzare un’edizione cartacea possono ancora redimersi, ma anche per sviluppare una versione illustrata, oppure un video, sono allertati in tutto il mondo. Per la seconda corre l’obbligo di ricordare che le immagini sono senza confini e non necessitano sottotitoli.
