Due picconate in due giorni e la Giunta Marino, dopo aver perso un secondo assessore traballa ancora sotto il colpo di piccone dei renziani. A parlare è sempre la deputata Lorenza Bonaccorsi che già poche ore dopo la chiusura delle urne aveva manifestato l’esigenza di cambiare.
Ora la manifestazione profuma di avvertimento. Dice la Bonaccorsi ai microfoni di un’emittente radiofonica romana: “A Roma, città dove il voto di opinione è più forte, l’effetto Renzi ha pesato molto col suo nuovo modo di essere e fare politica, ma il Partito democratico romano non ha avuto la stessa spinta al cambiamento, ha ancora un po’ di zavorra, i meccanismi romani hanno fatto sì che passasse solo un po’ di renzismo, ma non troppo per paura di far smottare determinati equilibri. Serve invece un’altra dose di cambiamento perché non ci possiamo nascondere che il Pd di Roma sta facendo fatica: nell’interlocuzione con l’Amministrazione, per esempio, a fronte di una situazione economica grave e difficile da governare per le vuote casse capitoline. Ma queste difficoltà non si affrontano con giochetti, equilibri interni, locali. Ci vuole il coraggio del rinnovamento, questo a Roma non è passato”.
Quindi la chiusura del ragionamento e il messaggio al Campidoglio: “Dopo il risultato elettorale come Partito democratico romano dobbiamo avere una visione maggiore su cosa vogliamo diventi Roma e questo tipo di elaborazione sta mancando. Su questo dobbiamo lavorare senza perdere tempo”.
Se poi servisse chiarezza, l’affondo: “Non sono d’accordo a nessun tipo di rimpasto che sia figlio di sistemazioni correntizie con manuale Cencelli e bilancino. Se c’è un discorso alto, un’idea di rilancio, di prospettiva, un’idea di Roma allora si può discutere e sono disponibile a mettermi al servizio della città. Ma solo a queste condizioni altrimenti non ci metteremo neanche a tavolino. Non serve a Roma sistemare questo o quel pezzetto, Roma ha bisogno di uno sguardo alto. E’ una città meravigliosa e complessa che ha bisogno di tutte le energie e intelligenze possibili e non certo di aggiustamenti col bilancino”.

