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“I talent sono il cancro della musica”. Io, una dj tatuata che sogna il jazz

Georgia Lee nasce nella musica. Vinili, una presenza costante in casa. Un educazione a pane e jazz non poteva che dare origine ad un artista che sta cavalcando le scene dell’underground capitolino. Compositrice ma anche Dj, sulla pelle i tatuaggi per marchiare un percorso che il 7 maggio la porterà anche sugli schermi televisivi di Rai2. Ad Affaritaliani.it il racconto di una artista che sfugge dalla definizione di sex simbol per una storia che parte da Ray Charles e Tom Waits. LA GALLERY

Entrare nel retropalco affidato agli artisti è sempre un qualcosa di intimo. Quel posto pieno di fumo, dove i rumori della musica arrivano ovattati è un po’ la sua casa. Non c’era posto migliore in cui Georgia potesse affidare ad affaritaliani.it i suoi sogni e i suoi progetti.


Georgia Lee, classe 1983, è sempre vissuta in un mondo pieno di musica. Già nel nome porta il marchi di quello che sarebbe diventata la sua vita. La citazione di Ray Charles la deve al padre, pianista che insieme alla madre, insegnate di scuola materna, la cresce a pane e vinili. L’eco della voce di Tom Waits una presenza costante tra le mura di casa.
Succede così che un orecchio educato alla musica jazz sceglie la sua strada nella musica. Prima un breve passaggio a Milano per lavoro e poi il ritorno a Roma. “Il mio sogno lo realizzo tutti i giorni” dice della sua vita: dj, compositrice e ora anche cantante con la sua band, gli Elettronoir. Così le fondamenta di marketing acquisite a Milano la portano a lanciarsi nel mondo degli eventi. Nascono le serate “I am sexteen” con cui cavalca l’onda lunga del vintage mischiando satira al “party poser” e musica elettronica pensata e ricercata per ironizzare sulla manie social dei giovani.  
Il jazz, un grande sogno, ma al tempo stesso un ambiente troppo chiuso e ripiegato su se stesso, senza possibilità di poterci entrare. Così Georgia si butta sulle sonorità postpunk dell’elettronica, diventando un nome seguitissimo nelle serate underground capitoline. Dietro i tatuaggi nasconde l’inquietudine: “Sulla spalla una grande tigre e io che domino l’ansia, sull’avambraccio mamma”. Il corpo disegnato per fissare i punti di un percorso, dai tattoo di rivolta con due stelline sull’inguine e sul fianco, alla frase presa da una sua canzone. Ovviamente la musica non poteva mancare.

Roma, il grande amore: “Ma una città ancora troppo chiusa e non internazionale, come può essere invece Milano, vero e proprio ponte con l’Europa. Fossi assessore darei spazi gratuiti agli artisti per potersi esprimere liberamente, rendendo accessibile un mondo che rischia di diventare elitario. Internet – continua Georgia – ha dato la possibilità di farsi conoscere a tanti, ma ora mancano i talent scout: semplicemente non ci sono più, nessuno vuole più scommettere”. E non parliamo di talent televisivi: “Un vero e proprio cancro della musica, un invenzione delle major che serve solo a vendere i sogni, non gli artisti”.
Il sogno di Georgia continua, sgomitando e mettendo in mostra il proprio talento fino al grande palcoscenico televisivo: sarà infatti ospite il 7 e il 14 maggio di un nuovo programma musicale in onda su Rai2 “Aggratis”. Inutile dirlo, a lei sarà affidata la colonna sonora.