
De Caminada è ora agli arresti domiciliari, così come l’ex funzionario Antonio Nicolella, mentre l’ex direttore amministrativo Domenico Temperini è andato in carcere. Ai tre vengono loro contestati dalla Procura di Roma vari episodi di appropriazione indebita. Tra le accuse anche l’utilizzo di fatture false e l’occultamento delle scritture contabili.
Le indagini sul dissesto Idi, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma e condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza della Capitale, hanno permesso di appurare che il depredamento delle casse erano proseguite sino al 2012, in danno della “Provincia Italiana della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione”, ente ecclesiastico, giuridicamente riconosciuto – proprietario, tra gli altri, dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata Concezione, del San Carlo di Nancy e di Villa Paola – con oltre 1.500 dipendenti, e, da sabato scorso, in amministrazione straordinaria, a seguito dello stato di insolvenza accertato dal Tribunale di Roma, in relazione ad un passivo di oltre 600 milioni di euro.
L’operazione denominata “Todo Modo” ha accertato che i tre destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare, avrebbero sottratto dai conti un totale di 14 milioni di euro circa. In primo luogo, sono state ricostruite operazioni di prelevamento di denaro contante dalle casse dell’Idi, a titolo di asseriti e non documentati “rimborsi spese” o, più frequentemente, addirittura senza alcuna formale giustificazione da parte di Padre Franco De Caminada, che risulta essersi appropriato, una somma di oltre 2,1 milioni di euro, mentre risultano attribuiti in contabilità a Domenico Temperini prelievi non giustificati per oltre 350.000 euro. Temperini, era all’epoca amministratore delegato di due società attive nel settore della formazione del personale, Elea S.p.a. e di Elea Fp S.c.a.r.l. dichiarata fallita nel febbraio di quest’anno, entrambe interamente partecipate dalla “Provincia Italiana della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione”, nonché amministratore di Idi-Farmaceutici e direttore generale pro-tempore del comparto Idi-Sanità.
In misura ancora maggiore, proprio negli anni in cui si aggravava la crisi finanziaria del comparto Idi-Sanità, sono state sottratte dai conti correnti dell’ente religioso ingenti risorse finanziarie grazie ad un collaudato sistema di false fatturazioni, attuato con lo schermo delle citate Elea S.p.a. ed Elea FP. Queste società, infatti, risultano aver ricevuto circa 11,5 milioni di euro, a fronte, però, di fatture totalmente fittizie. Parte delle somme destinate alle due Elea, pari a circa 4,5 milioni di euro, è confluita, attraverso l’emissione di documenti contabili altrettanto fittizi, sui conti correnti di un’ulteriore società, intestata a prestanome ma di fatto riconducibile al medesimo Temperini.
Ulteriori somme, elargite alla Elea FP, sono state da questa dirottate, senza alcuna giustificazione economica alla ex moglie di Temperini, alla Punto Immobiliare s.r.l. ed alla congolese Ibos II, al cui tavolo dei soci siede Antonio Nicolella, componente del consiglio di amministrazione del Consorzio Servizi Ospedalieri, società partecipata dalla fallita Elea FP S.c.a.r.l.
Padre De Caminada ha, in sintesi, accumulato circa 4 milioni di euro: parte dell’ingente somma è stata destinata all’acquisto ed alla ristrutturazione di un immobile denominato ”Ombrellino” a Magliano in Toscana, sequestrato dalle fiamme gialle del comando provinciale di Roma. Peraltro, proprio nel tentativo di ridimensionare la gravità delle condotte appropriative e di salvaguardarne il provento, Padre De Caminada, già a conoscenza delle indagini nei suoi confronti, aveva donato le quote della Punto Immobiliare s.r.l. alla Provincia Italiana. Da giovedì mattina sono in corso anche 14 perquisizioni in case private e studi commerciali e notarili, tutte in provincia di Roma, con l’impiego di circa 50 militari.
