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Il caffè della ‘ndragheta. Sigili anche al Chigi

Beni per venti milioni di euro sono stati sequestrati dalla Direzione Investigativa Antimafia. Nelle mani dei malviventi anche un centro estetico, varie società di intermediazione finanziaria e una villa con piscina a Formello

Circa venti milioni di euro sono stati sequestrati dagli agenti della Direzione Investigativa Antimafia, Centro Operativo di Roma, in esecuzione ad un decreto di confisca emesso dalla IV sezione della Corte d’Appello di Roma, presieduta da Claudio Cavallo, nei confronti di Nicola Defina. Il sequestro era stato disposto dal presidente della terza sezione del Tribunale, Guglielmo Muntoni, a seguito di indagini disposte dalla Procura Distrettuale Antimafia ed eseguiti dal Centro Operativo Dia di Roma. Alcuni dei personaggi, a cui erano intestati dei beni, erano stati legati alla ‘ndrina dei Gallico di Palmi (RC), per anni protagonista di una sanguinosa faida insorta con la famiglia dei Condello. In particolare, uno dei due personaggi colpito dai provvedimenti ablativi, anni addietro, mentre era in compagnia di Alfonso Gallico, capo dell’omonima ‘ndrina di Palmi (RC), di cui era l’autista, rimase vittima di un agguato mafioso nel corso del quale il Gallico stesso morì. Tra i beni confiscati vi sono 18 società, tra le quali un centro estetico e numerose società di intermediazione finanziaria, una lussuosa villa di 29 stanze con piscina a Formello (Rm), nonché 70 rapporti bancari. Holding del gruppo era la società Adonis, con varie sedi a Roma – tra il lussuoso quartiere Coppedè e i Parioli – che aveva il compito di acquisire immobili e quote societarie per svariati milioni di euro. Le indagini hanno disvelato un particolare meccanismo societario, denominato trust, che garantisce, oltre a vantaggi fiscali in ambito europeo, il trasferimento della proprietà, consentendo l’anonimato e rendendo così estremamente difficoltoso individuarne l’effettiva titolarità. Il provvedimento ablatorio ha riguardato anche il noto bar l’Antico Caffè Chigi, ubicato nell’omonima centralissima piazza di Roma. Oggi l’esercizio commerciale è stato acquisito da una nuova società sottraendolo così al mondo dell’illecito.