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Il canile c’è solo per feriti o malati. E chi trova un randagio lo deve tenere

LA DENUNCIA. Il Comune con la delibera 148 ha chiuso le strutture. Oggi non si gestisce l’emergenza. E gli animalisti romani protestano. Walter Caporale: “La Capitale è una città allucinante”

di Valentina Poggi *

I problemi della Capitale sono tanti ma tra i tanti non possiamo sottovalutare il randagismo e le sorti dei cani e dei gatti che in mancanza di padrone sono del Comune di Roma e quindi a tutti gli effetti di proprietà del Sindaco e come tali devono essere curati, mantenuti e tutelati.
A seguito dei tagli economici se troviamo un animale abbandonato e ci rivolgiamo ai vigili urbani per far intervenire la Pet In Time (ambulanza veterinaria Roma) per i primi soccorsi e il successivo trasporto al canile comunale, ci sentiamo rispondere che dal 20 maggio 2014 il servizio si attiva solo se l’animale è ferito o malato, in qualsiasi altro caso siamo tenuti a lasciarlo dove l’abbiamo trovato oppure a portarcelo a casa. Ma la cosa non è molto chiara perché l’altra notte ho trovato un cane giovane, vitale e con vastissime escoriazioni su muso e corpo dovute probabilmente alla rogna. Mi hanno detto che non essendo ferito non c’erano gli estremi per l’attivazione del servizio. Aver lasciato sul territorio un cane in quelle condizioni comporta rischi non solo per l’animale stesso ma anche per le trasmissioni delle malattie intraspecifiche (cane-cane) e per le zoonosi (cane-uomo).
Il discorso non cambia se ti presenti direttamente al canile con l’animale trovato. In questo caso ti senti dire: “non possiamo prenderlo, siamo pieni…”. Questo quadro già di per sé drammatico va a peggiorarsi se pensiamo alla nuova delibera capitolina (148 approvata dalla giunta il 22 maggio) che prevede la chiusura di 4 canili su 6 e la riduzione dei posti disponibili a Muratella da 620 a 250, e che porterà all’affidamento del servizio ai privati. Al telefono Simona Novi Presidente AVCPP (Associazione Volontari Canile di Porta Portese) dichiara che “nonostante la mozione 99 del 17 Giugno in cui all’unanimità il consiglio comunale impegnava Sindaco e Assessore alla sospensione della delibera 148 e allo stop della chiusura dei canili comunali, l’assessorato all’ambiente decide di portare avanti il progetto di chiusura mettendo i lucchetti a La Valle Dei Cuccioli. Delle sorti degli altri canili non è dato sapere visto che noi non veniamo chiamati a partecipare agli incontri”.    
Walter Caporale Presidente degli Animalisti Italiani è indignato e afferma: “E’ allucinante che nella Capitale d’Italia la gestione degli animali sia fatta totalmente escludendo chi se ne occupa da anni con amore, passione e competenza, escludendo volontari e associazioni animaliste. Che non esista un Ufficio Diritti Animali! E’ come se si affidassero gli ospedali agli idraulici, con tutto rispetto per gli idraulici”.
Tutto ciò, ovviamente, a discapito degli animali e dei volontari che cercano di porre rimedio alle lacune di un sistema deficitario che sta ulteriormente peggiorando da quando Marino è a capo di Roma. Ma i romani amanti degli animali sono stanchi. Gli animali hanno dei diritti che dobbiamo smettere di calpestare.

* Valentina Poggi, operatore e volontaria cinofila