Per giorni il filmato è stato condiviso come l’esempio di quattro ladri indonesiani catturati e immobilizzati dai cittadini. La realtà era completamente diversa: i protagonisti sono due content creator che stavano partecipando a una challenge in diretta su TikTok.
Il video che ha ingannato milioni di utenti
Sembrava la classica storia destinata a far discutere: alcuni presunti ladri immobilizzati con metri di nastro adesivo, trasformati in improbabili “Teletubbies” e lasciati a terra in attesa della polizia. Il filmato ha raccolto milioni di visualizzazioni e migliaia di commenti, alimentando il dibattito sulla giustizia fai-da-te. Peccato che fosse tutto falso…
La vicenda, rilanciata da numerosi profili social come se raccontasse la cattura di ladri di motociclette, è stata completamente smentita dagli stessi protagonisti.
Dietro il nastro adesivo c’era una challenge su TikTok
I quattro uomini non sono criminali, ma content creator abituati a pubblicare video umoristici su TikTok, YouTube e Instagram. La scena era nata durante una diretta social, quando gli spettatori avevano lanciato una challenge premiandoli anche con regali virtuali.
La sfida? Farsi ricoprire completamente di nastro adesivo fino ad assumere un aspetto buffo. Terminata la prova, i due hanno improvvisato una gag comica che, estrapolata dal contesto, è stata trasformata da altri utenti nella storia di una presunta punizione inflitta a due malviventi.
Una fake news diventata virale
È bastata una descrizione inventata per cambiare completamente il significato del video. In poche ore la falsa ricostruzione ha fatto il giro del web, dimostrando ancora una volta quanto sia facile trasformare un contenuto ironico in una notizia apparentemente credibile. Sono stati gli stessi creator a intervenire per chiarire l’equivoco, spiegando che nessun furto era mai avvenuto e che il filmato era stato realizzato esclusivamente per intrattenere il pubblico. Una storia che ricorda come, nell’era dei social, non sempre ciò che diventa virale corrisponde alla realtà. A volte il vero “colpo” non è quello attribuito ai presunti ladri, ma quello messo a segno dalla disinformazione.

