Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Il giallo di Papa Luciani finalmente svelato: cosa successe davvero quella notte in Vaticano

Il giallo di Papa Luciani finalmente svelato: cosa successe davvero quella notte in Vaticano

Un nuovo approfondimento ad opera della Rai riapre il caso della morte di Giovanni Paolo I. I documenti studiati da Stefania Falasca confermano la spiegazione dell’infarto, ridimensionando le teorie del complotto che hanno accompagnato per quasi mezzo secolo i 33 giorni di pontificato di Albino Luciani.

Il giallo di Papa Luciani finalmente svelato: cosa successe davvero quella notte in Vaticano

Un apparente mistero degno di un thriller hollywoodiano, tra veleni, congiure e segreti della Curia

Dopo quasi mezzo secolo il caso Giovanni Paolo I trova una spiegazione assai meno cinematografica di quello che si poteva ipotizzare: un infarto. Ecco come nacque una delle più grandi fake news del Novecento. Trentatré giorni sul trono di Pietro, un sorriso capace di conquistare il mondo e una morte improvvisa che sembrava scritta da uno sceneggiatore di Hollywood. Mancavano soltanto il detective con l’impermeabile e la colonna sonora di Ennio Morricone. Per il resto, il caso di Albino Luciani, Giovanni Paolo I, aveva tutti gli ingredienti del thriller perfetto alla Dan Brown: Vaticano, potere, denaro e un cadavere eccellente.

Era la notte del 28 settembre 1978. Il Papa del sorriso moriva nel Palazzo Apostolico. Quarantotto anni dopo, un approfondimento di RaiNews, nella serie Ossi di seppia, riporta sotto i riflettori una vicenda trasformata per decenni in un gigantesco romanzo criminale.

Il delitto perfetto che non c’era

La mattina successiva suor Vincenza Taffarel trovò il Pontefice senza vita. Ma il Vaticano, forse per un malinteso senso del decoro, inizialmente omise di raccontare chi avesse scoperto il corpo. Una bugia apparentemente innocua che diventò benzina per l’incendio complottista. Da lì, una sceneggiatura inesauribile: cardinali infedeli, misteriosi avvelenatori, scandali finanziari e presunte epurazioni. Tutti sospettati, nessuna prova decisiva. Il giallo vendeva libri e alimentava sospetti. Peccato che la realtà avesse scelto un copione molto meno spettacolare.

L’assassino era un infarto

A smontare il castello delle congetture è stato il lavoro della vaticanista Stefania Falasca, che ha studiato documenti clinici, testimonianze e archivi raccolti durante la causa di beatificazione. La sera precedente Luciani aveva accusato un dolore al petto, interpretandolo come un disturbo passeggero. Non venne chiamato un medico. Durante la notte sopraggiunse un infarto miocardico acuto. Questa la conclusione documentale, già resa pubblica anni fa e ora nuovamente raccontata dalla Rai.

Niente arsenico, dunque. Nessun killer nascosto dietro una tonaca. Soltanto un’emergenza cardiaca non riconosciuta in tempo. Resta comunque il paradosso di un Pontefice passato alla storia più per le fantasie sulla propria morte che per le idee espresse in vita. Un uomo semplice, capace di parlare di Dio anche come madre e di avvicinare la Chiesa alla gente comune. Per conoscere il Papa del sorriso ci sono voluti decenni. Per inventargli un assassino erano bastate poche ore.

Affari Alert

Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.

0,99€ per i primi 3 mesi

Poi 0,99€/mese