Di povertà c’è solo l’apparenza. Dietro ai mercatini del vintage si nasconde un’evasione fiscale milionaria. È quanto appurato dagli uomini dell’Agenzia delle Entrate che hanno controllato tre società che gestiscono da anni i più famosi mercatini dell’antiquariato.

Le società di gestione chiedevano cifre spropositate a commercianti e antiquari per concedere loro gli spazi nelle aree espositive. Proventi che però non venivano dichiarati al Fisco se non in minima parte. Contestualmente, le società riconoscevano ai Municipi una cifra irrisoria per l’occupazione del suolo pubblico”.
L’indagine denominata ‘Vintage’ che ha portato a scoprire la truffa, è partita da una segnalazione della Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate che segnalava irregolarità nella gestione degli spazi destinati ai mercatini dell’antiquariato, allestiti nei giorni festivi in varie piazze di Roma. Il controllo ha portato al recupero di imposte evase per circa un milione di euro.
I funzionari dell’Agenzia hanno posto sotto la lente d’ingrandimento tre società, che gestiscono da anni alcuni dei più famosi mercati dell’antiquariato della capitale, come quelli di Piazza Verdi, Piazzale delle Belle Arti, Corso Francia e Viale Ionio. Le società finite nel mirino degli ispettori fanno tutte capo a uno stesso soggetto che ha in gestione, mediante la concessione di occupazione del suolo pubblico, le aree destinate ai mercatini.
