di Belfagor
Silvia Scozzese, detta la “maestrina” per lo stile sempre in bilico tra fervore didattico e sbrigatività di approccio operativo, è come suol dirsi la classica figlia d’arte: il padre era uno dei principali collaboratori del mitico Antonio Giuncato, direttore centrale per la Finanza locale del Ministero dell’Interno negli anni ’80-80. Fino tutti gli anni ’90, la “cabina di regia” della finanza locale era sotto il controllo del Viminale.
Dire Giuncato, significava dire Comuni, bilanci, trasferimenti erariali, contributi sugli investimenti. Significava concertazione, tra Governo e Anci, sul quantum dovesse entrare nel fondo trasferimenti e perequazione a beneficio degli enti locali. Dunque, la giovane Scozzese si laurea avendo come maestro e padrino il “mitico Giuncato”.
In breve, vista la preparazione e i buoni uffici esibiti, trova collocazione in Anci proprio quando alla presidenza dell’Associazione si alterna, all’uscente Riccardo Triglia, Pietro Padula, l’ultimo democristiano eletto a quella carica. È con Enzo Bianco, però, che scala le posizioni all’interno dell’Associazione dei Comuni. Carattere spigoloso, ma non ostico, si distingue per la meticolosità dell’impegno e la capacità di lavoro. È l’esperta che gli assessori interrogano, il punto di riferimento nel “gioco” della perenne contrattazione sulla finanza territoriale.
A differenza di Giovanna Marini, Amministratore delegato di Ancitel di fresca nomina, incaricata prima di lei di dirigere lo stesso delicato ufficio dell’Anci, non proseguirà sulla linea (dissennata) del sostegno alla finanza creativa, con tanto di propaganda a favore di strumenti ritenuti innovativi e favolosi, come i derivati. A Scozzese risulterà agevole correggere l’impianto a dir poco superficiale della sua collega, oggi renziana ma all’epoca dalemiana, quindi alleata in Anci dei banchieri Mps, slanciati verso il ricco business dei prodotti finanziari successivamente giudicati tossici. Con Fassino, in questi mesi di rodaggio di nuova “presidenza sabauda”, non ha avuto e non ha rapporti idilliaci. Chi conosce fatti e antefatti, ricorda come non più tardi di qualche settimana fa la gentile signora abbia mandato a quel paese l’ex segretario dei Ds. Un clima un po’ infuocato, determinato dalla pessima revisione (secondo la versione “scozzesiana”) dei rapporti tra Anci e Ifel, di cui lei è attualmente direttore. Anche per questo, si dice, ha subito colto con favore l’invito a fare altro. La verità è che in Anci, dove a difenderla è ormai rimasta unicamente Veronica Nicotra, Segretario Generale, la Scozzese non si sente più a suo agio. E poi…ogni giorno emergono notizie non proprio accattivanti su vere o presunte distorsioni nella vita dell’Associazione e delle sue strutture operative. Meglio l’avventura con Ignazio Marino.
P.S. Silvia Scozzese abita a Rocca di Papa, a poca distanza da Marino.

