Quasi peggio della vecchia politica. Il virus della poltronite, dello spoil system e del “potere per il potere” sembra aver contagiato anche il Movimento Cinque Stelle. In una città dove non funziona quasi tutto e dove le emergenze sono il lavoro, la casa e le infrastrutture, il Gruppo Capitolino dei grillini prende carte e penna ed emula il sindacato.
Così se la prende con l’Agenzia per la Mobilità, una delle poche strutture comunali che ha bilanci in attivo e che, come soggetto tecnico, surroga molte delle inefficienze del Dipartimento Mobilità ridotto ai minimi termini. E nel linguaggio prima asettico del Cinque Stelle, spuntano termini come “riorganizzazione secondo criteri di trasparenza, efficienza e valorizzazione delle professionalità interne”, che ricordano approcci vetero-sindacali protesi a sostenere la candidatura di qualcuno che in azienda non ha spazio e che si affida al sostegno della politica.Scrive il Cinque Stelle che “Nella società Roma Servizi per la Mobilità uno dei tre componenti del Consiglio di Amministrazione, un dirigente di Roma Capitale, si è dimesso da 5 mesi e non è stato sostituito”.
E allora? Chi ha nomi da proporre li faccia direttamente al sindaco o all’assessore alla Mobilità che ha la delega del settore. Se poi sono rigurgiti interni, che almeno il Cinque Stelle non si presti ai vecchi giochetti. Ne va della credibilità.
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