La speranza è che i romani il prossimo 7 aprile dedichino un po’ di tempo per andare alle urne del Pd. Già, le primarie, un meccanismo democratico di partecipazione che però calate a Roma diventano il caos.
Dovevano farle a novembre, poi la data è stata congelata e resa fluttuante perché c’era Natale, la Befana, la Regione e le politiche. Quando poi la “gioiosa macchina da guerra” del Pd romano si decide a muoversi, quella che dovrebbe essere una scelta di democrazia compiuta e un’adunata pre elettorale per serrare le fila delle truppe, si trasforma in una farsa.
In ordine. Il Pd romano ha deciso che le primarie non meritano neanche un manifestino. Tranne gli iscritti-militanti, gli attivisti, i simpatizzanti e i giornalisti e il manipolo di romani tormentati dai gazebi e dalle chiacchiere, il resto della città non ha be chiaro per quale motivo i “correntisti” del Pd si stanno dando battaglia. E non lo capiscono neanche se vanno sul sito del partito pdroma.net dove la pagina dei candidati brandizzata “Roma bene comune” è un foglio bianco. In compenso quello delle primarine dei municipi è pieno di nomi. Per capire che Gema Azuni, David Sassoli, Patrizia Prestipino, Ignazio Marino, Mattia di Tommaso e Paolo Gentiloni si stanno dando battaglia per chi dovrà fronteggiare Gianni Alemanno, Marcello De Vito, Stefano Tersigni e Alfio Marchini, più qualche candidato last minute, non resta che la “stampa di partito” e il passaparola.
Se poi qualche candidato alle primarie sbaglia ad incollare un paio di manifesti (il caso del giorno vede Ignazio Marino contro David Sassoli) la battaglia politica, sfiora il ridicolo. Salvo poi scoprire, per ammissione di Sassoli, che è stato il segretario romano Miccoli a chiedergli di inserire nei manifesti un richiamo alle primarie. Insomma, questo Pd visto da fuori non ha proprio le caratteristiche di una compagine politica unita per offrire alla città una politica diversa e che sceglie l’uomo migliore. Se non si sta dentro l’impressione è che sia un gran frullatore di idee, dove il vecchio tenta esistere al nuovo che però vorrebbe cancellare il passato a ricominciare. Forse ha fatto bene l’inglese Marchini che si è sfilato dalla mischia. Per chi è arrivato al termine di questa riflessione, un’informazione utile: alle primarie del Pd per la scelta del candidato sindaco possono votare tutti i romani che abbiano compiuto 16 anni, dalle 8 alle 20. Se volete info dettagliate chiedetele in giro. Sul sito romabenecomune.it c’è la pagina tipo del sistema con cui vengono gestiti i blog. Una vergogna.
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