È crisi all’interno della maggioranza al VII municipio, Tuscolano. Il Pd vuole “la testa” di Susi Fantino, storica presidente di un municipio che con i suoi 121.464 abitanti tra San Giovanni e Anagnina, è una piccola città nella città. Riconfermata per la terza volta alle elezioni comunali del 2013, ora nove consiglieri municipali su 11 del Pd hanno voltato le spalle al minisindaco e, capitanati dal segretario Lionello Cosentino, hanno presentato una lettera alla presidente, in cui chiedono l’azzeramento della giunta.
La polemica nasce da un elenco di su cui l’operato della Fantino si sarebbe rivelato “insoddisfacente”. Tra queste, la gestione della vicenda campo rom La Barbuta, l’emergenza casa, i rifiuti, la questione del Print di Ciampino e la metro C. E’ stato proprio Cosentino, ieri, a discutere della lettera personalmente con la presidente, nel corso di un incontro che la Fantino ha giudicato “cordiale” ma che per ora non ha consentito di mettere la parola fine a una vicenda che si trascina da settimane. Settimane in cui, il consiglio municipale ha fatto da cassa di risonanza di un malcontento galoppante all’interno della maggioranza.
I 9 consiglieri Pd firmatari della lettera contro la Fantino, a quanto riferiscono, hanno votato sistematicamente contro le delibere presentate dalla giunta municipale che si è dovuta appoggiare ai voti della Lista civica e di Fratelli d’Italia – oltre che di Sel e di 2 consiglieri Pd marroniani, schierati contro il gruppo di “ribelli” – per incassare il via libera sui vari atti proposti.
“Se la Fantino non si dimette – si sfoga un consigliere Pd – siamo pronti ad uscire dalla maggioranza. Io credo che l’unica soluzione per salvare il municipio VII sia toglierlo dalle mani di una presidente che non si è dimostrata all’altezza della gestione di un territorio così vasto e complesso”. In alternativa, per costringere Fantino alle dimissioni, i “ribelli” del Pd non escludono di presentare una mozione di sfiducia. In questo caso, però, servirebbero le sottoscrizioni di almeno due quinti dei consiglieri municipali e, nell’ipotesi di passare dalle parole ai fatti, i conti potrebbero non tornare. Intanto, l’eco della guerriglia è arrivato in Campidoglio, dove un esponente della maggioranza parla di “un malessere profondo, all’interno della maggioranza del municipio VII, contro un presidente inaffidabile e che fa di testa sua. Malessere che non riguarda solo la maggioranza ma anche più internamente il Pd, dove c’è chi appoggia la Fantino e chi ne chiede le dimissioni”.
Dal canto suo, Fantino si difende: “Ho letto con attenzione la lettera e ne ho discusso serenamente con Cosentino. Mi si chiede una verifica programmatica sull’operato della Giunta, e su questo mi sono resa disponibile. Non sono invece assolutamente disposta a procedere all’azzeramento della giunta, perché non ne vedo le ragioni: la giunta, pur nelle grandi difficoltà legate ai tagli, si è adoperata con ottimi risultati. Tant’é che abbiamo anche ricevuto i complimenti dell’assessore Scozzese relativamente all’estensione di alcuni servizi sociali”.
Per Fantino, a conti fatti, la protesta di alcuni esponenti della maggioranza è frutto di “fibrillazioni e questioni interne al Pd, in cui ci sono anime convinte che il riconoscimento di un esecutivo sia legato all’occupazione di determinati posti”. Peraltro, “le questioni che i firmatari della lettera mi contestano – prosegue Fantino – dalla metro C ai campi rom, non attengono alla competenza del municipio”.
Sull’ipotesi mozione di sfiducia, “ognuno si assumerà le responsabilità delle proprie battaglie”, chiosa Fantino. Se la presidente fosse sfiduciata, comunque, si aprirebbe un periodo di transizione che condurrebbe a nuove elezioni, con conseguente decadenza degli attuali eletti del consiglio municipale.
“Non temiamo la decadenza. Siamo disposti a tutto, per il bene dei cittadini e del territorio”, assicura un consigliere municipale del Pd.
