E’ dovuto intervenire il Segretario del Pd di Roma Lionello Cosentino per placare le polemiche sull’accordo tra i rappresentati del Campidoglio e della società costruttrice del nuovo Stadio di Tor di Valle: “L’opinione di Umberto Marroni è legittima, ma non rappresenta la scelta del PD di Roma, assunta in una riunione a cui hanno partecipato anche i parlamentari, i consiglieri regionali e comunali”.
Era stato proprio il deputato democratico a sottolineare polemicamente che l’accordo raggiunto non era soddisfacente: “La clausola proprietaria della joint venture tra societa’, soggetti privati e la Roma, infatti, e’ sicuramente migliorativa, ma non risponde appieno a quanto previsto dallo spirito della legge che mira a ricapitalizzare le squadre. Mi auguro – continua Umberto Marroni – quindi che in Assemblea capitolina e successivamente nel passaggio alla Regione Lazio si possa intervenire per rafforzare con chiarezza l’interesse pubblico a favore della citta’, della squadra della Capitale e dei giallorossi prevendendo per la Roma la proprieta’ al 100% dell’impianto, cosi’ come richiesto dal Pd e cosi’ come avvenuto peraltro nel caso dello Juventus stadium.”
Ma non è l’unica voce in disaccordo. Conto la scelta del luogo dove sorgerà il “nuovo colosseo giallorosso” è Daniela Tiburzi, Presidente Commissione Elette – Roma Capitale: “”Il nuovo stadio della Roma dovrebbe sorgere a Tor Vergata, la sede della Città dello Sport, il luogo che Calatrava aveva indicato come ‘sito deputato’ ad accogliere una struttura capiente e altamente funzionale alle esigenze non solo dei tifosi, ma dell’intera città. Due linee metropolitane, un presidio sanitario di altissimo livello, un ateneo, un’uscita autostradale e una capacità ricettiva già sperimentata in occasione del Grande Giubileo del Duemila: sono queste le caratteristiche che potranno fare di Tor Vergata un’autentica opera di pubblica utilità. Non tralasciando il dato sportivo che riguarda gli stessi investitori. Si parla insistentemente di vivai e di campionati nazionali in cui militano troppi stranieri. L’AS Roma potrebbe aprire una collaborazione con l’Università ed avviare corsi di preparazione per i ragazzi interessati a questo percorso professionale. Non ultimo, il Comune di Roma avrebbe la grande occasione di valorizzare e di rilanciare quella che da più parti, non solo in Italia, viene definita come “l’eterna incompiuta”. Così la scommessa si può davvero vincere”.
Una proposta che pare davvero fuori tempo massimo.
