Dopo un’attesa lunga 15 anni, è stato presentato in Regione, il progetto preliminare di ristrutturazione parziale del Policlinico Umberto I, che interesserà 17 edifici per un investimento complessivo di circa 220 milioni di euro, in parte con risorse statali, 150 milioni, 91 milioni circa saranno stanziati dalla Regione, mentre i restanti 602 mila euro saranno a carico dei privati, per un totale di oltre 241 milioni di cui 21 sono già stati utilizzati per la ristrutturazione dei percorsi ipogei. Ora il progetto dovrà seguire l’iter burocratico: dall’approvazione da parte del Nucleo di Valutazione del Ministero della Salute, all’apertura della Conferenza dei Servizi, al termine della quale verranno bandite le gare d’appalto. Poi i lavori avranno una durata che si stima pari a 3-5 anni a partire dall’effettiva apertura dei cantieri.
Oggetto dell’intervento di ristrutturazione “conservativa, edilizia ed impiantistica” 17 dei 39 edifici che compongono il Policlinico per un totale di 80mila metri quadrati: ol totale dei posti letto sarà però oggetto di rimodulazione e ne verranno tagliati circa 250. Le aree ricavate saranno utilizzate per attività didattica e ricerca.
Obiettivo principale del piano è quello di “conservare gli edifici originali, ovvero riutilizzare i padiglioni una volta messi a norma”. Interventi di ristrutturazione completa riguarderanno: il Blocco centrale con il Dea, il reparto Otorino-laringoiatria, la dermatologia, le cliniche mediche 1-2, oculistica, radiologia centrale, la camera mortuaria, le sale parto, la farmacia e le sale operatorie.
Interventi di ristrutturazione parziale interesseranno la clinica ostetricia e ginecologia. Verrà ristrutturata anche la Clinica Valdoni dove saranno allestiti i laboratori per l’intramoenia. Il progetto prevede poi la riorganizzazione dei percorsi delle ambulanze che arriveranno a senso unico da via del Policlinico. Il Dea avrà una camera calda di 200 mq, accessi indipendenti, sala attesa triage da 115 posti a sedere, sale visita e sale d’attesa, due sale hobby con 10 posti letto ciascuna e una sala a parte per i degenti psichiatrici.
Da viale regina Elena ci sarà ingresso della camera mortuaria, mentre verrà ricostruito l’accesso pedonale verso ostetricia dall’uscita della metro B.
Oltre al riordino “estetico” degli accessi all’area del Policlinico, con separazione delle tipologie dei mezzi (sanitari, civili/visitatori, fornitori); e dei collegamenti tra le varie aree e strutture, ci sono interventi a garanzia di pazienti e lavoratori di quella che è una vera e propria città nella città.
Ecco dunque gli interventi in quelle che sono le carenze choc del Policlinico: il riordino dei percorsi del trasporto dei pazienti che avverrà solo e sempre in area protetta; il riordino della distribuzione dei percorsi interni agli edifici mediante netta separazione delle zone destinate alla cura e alla degenza da quelle destinate a servizi e agli accessi dall’esterno, con conseguente significativo abbattimento dei rischi da infezioni e/o contaminazioni; il riordino, razionalizzazione e messa a norma degli impianti generali, quali la distribuzione dell’energia elettrica, la distribuzione idrica, la distribuzione del freddo e del caldo, il rifacimento della rete fognaria; centralizzazione dei laboratori di analisi; il miglioramento sismico degli edifici oggetto di intervento e la realizzazione della radiologia centralizzata.
