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Il processo Cerroni a passo di lumaca. Il “rito immediato” si perde in Tribunale

Mercoledì udienza straordinaria del processo sulla gestione dei rifiuti di Roma. Dopo la scomparsa del presidente del Collegio giudicante De Crescenzo, calendario da rifare e incertezza sui tempi per la nomina del successore

di Valentina Renzopaoli

Quello che sarebbe dovuto essere un processo lampo, mole di documentazione e numero di protagonisti permettendo, come avrebbe imposto il rito speciale del giudizio immediato, per ora si profila come un telenovela a rallenty che anzi, rischia addirittura di fare un passo indietro.
Il mega-processo alla gestione dei rifiuti di Roma e al “re di Malagrotta”, Manlio Cerroni è fermo al palo: l’udienza di mercoledì 1 ottobre sarà ancora strettamente tecnica. Un’udienza “straordinaria” visto che dopo la scomparsa del Presidente del Collegio giudicante Piero De Crescenzo, il calendario fissato fino al prossimo gennaio con un ritmo serrato di un’udienza a settimana, è saltato e ora si aspetta la nomina del nuovo Presidente che compete al Consiglio superiore della magistratura. Un atto formale che potrebbe richiedere addirittura dei mesi.
Nel frattempo mercoledì, il nuovo Collegio costituito da Stefania Rocchi, Valerio Di Gioia e il giudice onorario integrato Anna Tavernese, dovrà provare a fare qualche piccolo passo. Rispondere innanzitutto sulle eccezioni che erano state presentate dalla difesa lo scorso luglio, prima fra tutte quella di incostituzionalità presentata dal leader del Collegio difensivo, il professor Bruno Assuma, che aveva contestato lo stesso giudizio immediato con cui il pm Alberto Galanti ha deciso di procedere.
Ma i giudici che hanno preso in mano le carte dopo la scomparsa di De Crescenzo, potrebbero nella prossima udienza fare addirittura un dietrofront: lo scorso 17 settembre infatti l’avvocato di parte civile Silvio Casciotti aveva chiesto la revoca dell’ordinanza stabilita nell’udienza del 18 luglio con cui si escludeva la costituzione del responsabile civile dal processo. Richiesta a cui si sono associati anche i legali degli imputati. Dunque, qualora venisse accolta la richiesta e revocata quell’ordinanza si tornerebbe addirittura alla fase preliminare della costituzione delle parti civili. La Pontina Ambiente, società del Gruppo Colari dovrebbe ricevere la notifica ed essere citata per una successiva udienza. Con buona pace di tutti coloro che aveva sperato in un procedimento “speedy gonzales”.

Una precisazione. Scrivono gli avvocati Marco Cecilia e Valeria Marsano: “In relazione all’articolo-intervista apparso il 16.9.2014 dal titolo ” E’ un processo alla storia di Roma. Cerroni alla sbarra, è rifiuti show “, in nome  e per conto dell’ing. Fabio Ermolli la invito a voler pubblicare”.
“L’ingegner Fabio Ermolli non è stato mai indagato per corruzione. L’unica attività investigativa ha riguardato l’ipotesi di abuso d’ufficio ma come è stato documentalmente chiarito nel provvedimento di archiviazione “… fu proprio la delusa aspettativa del Cerroni di favori da parte dell’ingegner Ermolli a determinare nei suoi confronti livore…”. E’ stato l’ingegner Ermolli a chiarire documentalmente la sua estraneità al sistema Cerroni e la lineare trasparenza del suo operato in seno all’ARPA Lazio”.