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Il “re del gelato” paralizza il centro. Tavolini, scatta il giorno dell’ira

IL CASO DEHORS. La manifestazione dei ristoratori contro il blocco di tavoli, sedie e gazebo. Chiesto il congelamento della delibera 75 che elimina le strutture destinate ai turisti. Chi è l’irriducibile che guida la protesta

Hanno sfidato pioggia e traffico per portare la loro protesta più vicino possibile al Campidoglio. Più di trecento tra ristoratori e esercenti di bar, guidati dal “comandante Claudio Pica”, erede dello storico re del gelato romano, Alberto, hanno fatto letteralmente impazzire la polizia con continue deviazioni di percorso, seguendo un piano prestabilito: dividersi in piccoli gruppi per beffare il cordone. Bilancio pesante per il traffico: strade chiuse e bus impazziti.
Sono partiti inizialmente in un corteo improvvisato su via Luigi Petroselli ma a sbarrare la loro marcia però gli agenti della Polizia di Stato, schierati in cordone davanti a loro, mentre tre camionette presidiavano l’area. Quindi il blitz sul lungotevere dove hanno impedito alle auto in transito di muoversi. E dal Campidoglio? “Pronti a riceverli”, ha detto il presidente della Commissione Commercio, Corsetti , costretto ad affrontare l’ennesima emergenza Roma. Solo che Corsetti è lo stesso che quando era presidente del Muncipio aveva ingaggiato la battaglia contro i tavolini ed ora si trova a mediare. Posizione, questa, decisamente imbarazzante.
Scade infatti proprio il 28 la deroga proclamata, della delibera comunale n.75 sul posizionamento dei tavolini nelle vie del centro storico. “Il Comune di Roma ordina: no lavoro, no tavoli, no sedie, no ombrelloni, noi tutti a casa???” si chiede lo striscione principale, con Fabio Mina, presidente della Lupe che attacca: “Ieri i vigili sono passati a via Panisperna ad annunciare che inizieranno a fare le multe. Noi chiediamo il congelamento dei Pmo per sei mesi fino al 30 settembre, in modo da iniziare i tavoli tecnici in cui valutare le nostre proposte. Da domani scatteranno i controlli a tappeto elevando le multe e facendo rimozioni: ricordiamo che al terzo verbale parte la chiusura dell’attività commerciale, stanno creando grandi presupposti per renderci abusivi. Dobbiamo difendere le nostre imprese”. Rilancia Claudio Pica, presidente dell’Associazione esercenti bar e gelaterie: “Se ieri Marino ha utilizzato i toni alti anche la nostra categoria deve farlo. Ho paura che la Sovrintendenza di Stato avochi a sé la competenza sui tavolini. I beni culturali sono importanti per Roma e noi li rispettiamo, ma non vogliamo la desertificazione della città. Chiediamo – ribadisce – il giusto periodo per esaminare tutti i Piani, abbiamo chiesto al Comune tutte le schede, ma finora ne abbiamo ricevute solo dieci. I progetti vanno fatti non strada per strada, ma casa per casa. Non vorrei che da domani inizi una guerra vigili contro esercenti”. Pica annuncia inoltre: “Il 3 marzo ci sarà una riunione con tutte le altre sigle, per programmarne anche altre iniziative prese in esame, tipo un referendum con gazebo in tutta Roma perché questa situazione non riguarda solo gli esercenti ma tutta la cittadinanza romana e i turisti”.