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Il romanzo giallo ha la sua capitale. La Roma “noir” di Gianluca Arrighi

Il 27 marzo uscirà il suo nuovo romanzo dellavvocato penalista e romano doc. L’inganno della memoria, una storia nerissima ed autentica come quel “Crimina Romana” che nel 2009 ne sancì l’esordio raccontando della delinquenza comune che si annida nei vicoli del centro storico e tra le sterminate borgate in periferia

Da alcuni decenni il romanzo giallo si è affermato in Italia come fenomeno culturale che interessa un numero crescente di lettori, autori e case editrici.
La passione per i gialli, nome che nel nostro Paese deriva dal colore subito identificabile dei primi romanzi pubblicati da Mondadori dalla fine degli anni Venti, è trasversale e non conosce barriere.
In questo genere letterario la città ricopre quasi sempre un ruolo da protagonista perché rappresenta il luogo dove le vicende dei protagonisti si intrecciano con le grandi questioni del nostro tempo, come il degrado sociale, il divario tra ricchi e poveri, il male di vivere e altre problematiche che spesso condizionano l’esistenza degli esseri umani.
I migliori romanzi noir colgono sempre queste problematiche e le fanno vivere nelle loro storie. L’indagine non si muove solo sulle tracce dell’assassino, ma punta anche a smascherare responsabilità collettive e le ragioni profonde del crimine. Nel mondo, tra gli esponenti del noir metropolitano, vanno ricordati Ed Mcbain per New York, James Ellroy per Los Angeles, Jean-Claude Izzo per Marsiglia.
Ma anche in Italia è possibile tracciare una “geografia letteraria”. Noir come città, dunque:  dove città significa affollamento, potere, tentazioni, aree abbandonate, pulsioni. E quindi crimini, d’ogni tipo.
In questa “geografia letteraria” mancava tuttavia proprio la città di Roma. Infatti se Bologna ha Loriano Macchiavelli, Padova Massimo Carlotto, Milano Gianni Biondillo, Firenze Marco Vichi e Napoli Maurizio De Giovanni, la Capitale era priva di un giallista realmente rappresentativo della città. Poi, nel 2009, Gianluca Arrighi, un giovane avvocato penalista e romano doc, fece il suo esordio letterario con Crimina romana. In quel libro Arrighi non raccontava la Roma criminale attraverso le vicende dei grandi boss della malavita organizzata o attraverso l’inflazionata e sempre rievocata storia della Banda della Magliana. In Crimina romana Arrighi raccontò invece l’autentica Roma nei nostri giorni, quella della piccola gente, della delinquenza comune che si annida nei vicoli del centro storico e tra le sterminate borgate in periferia.  Il romanzo venne pubblicato con un piccolo editore e, al di là di ogni aspettativa, si rivelò un successo straordinario. Il volume, sbaragliando i colossi dell’editoria, rimase per diversi mesi nella top ten dei libri di genere più venduti. Da allora sono passati cinque anni e Arrighi è cresciuto, ha pubblicato romanzi, racconti, novelle ed è salito nell’empireo degli scrittori di successo. E soprattutto ha dato a Roma il grande giallista che prima le mancava.
Il 27 marzo uscirà il suo nuovo romanzo, L’inganno della memoria. Una storia nerissima, ovviamente ambientata a Roma, che lascerà ogni lettore con il fiato sospeso. Dalla prima all’ultima pagina.