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Roma
Il Rotary Club Roma festeggia 95 anni: la storia dal Fascismo al futuro

Il Rotary Club di Roma celebra i suoi 95 anni. Una storia intensa, strettamente legata alla storia italiana e quella europea.

Già operativo dal 6 gennaio 1924, anno della sua seduta inaugurale, il Rotary Club di Roma ricevette la Carta (andata distrutta durante gli eventi bellici) l’anno successivo. All’inaugurazione presenti delegazioni e ambasciatori provenienti da USA, Gran Bretagna e Francia. Ospite d’onore il senatore Guglielmo Marconi, accanto ad altri nomi illustridella scienza e della cultura.

GLI ANNI DEL FASCISMO

L’avvento del regime fascista ed il precipitare degli eventi a livello mondiale, costrinse il Rotary Club di Roma - così come gli altri Club italiani - a sospendere le proprie attività. La sua dimensione internazionale non era infatti ben vista dai vertici politici che iniziarono ad osteggiare politicamente il sodalizio. Nonostante lo scioglimento, diversi soci, strettamente legati allo spirito di servizio rotariano, continuarono ad incontrarsi presso un piccolo ristorante in via degli Uffici del Vicario.

IL DOPOGUERRA

Solo nel febbraio del 1948 il Rotary Club di Roma tornò ad essere operativo: a celebrarne la rinascita il Presidente del Consiglio De Gasperi. Molti altri club sorsero nella Capitale, ma il Rotary Club di Roma rimane, tutt’oggi, il più grande. L’espansione rotariana si declinò anche attraverso sodalizi paralleli, come il Rotaract (nato nel 1968) e l’Inner Wheel Roma Romae, composto da sole donne.

Progetti e valori

“Servire al di sopra di ogni interesse personale” è il motto del Rotary, che sublima in una sola frase lo spirito e la funzione dei Club. Il Rotary Club di Roma da 95 anni è al servizio della comunità, cercando di coniugare i valori cardine dell’agire e interagire sociale (amicizia, lealtà, solidarietà, tolleranza, pace) in un’azione coordinata ed efficace, in grado di apportare miglioramenti al mondo che ci circonda.

Ogni rotariano, quando si mette al servizio del Club, si impegna a declinare il proprio modo di pensare, dire e fare, secondo le quattro, storiche, domande cardine: “Risponde a verità?”, “è giusto per tutti gli interessati?”, “darà vita a buona volontà e a migliori rapporti di amicizia?”, “sarà vantaggioso per tutti gli interessati?”.

Un modo di agire che ha prodotto, negli anni, innumerevoli benefici non solo a livello locale ma, come da natura del sodalizio, anche a livello internazionale. Dal 1985 il club sostiene, come uno dei maggiori finanziatori, la campagna PolioPlus della Rotary Foundation, mirante ad eliminare la polio. Un progetto di respiro mondiale, che coinvolge tutti i club.

Da menzionare anche il sostegno che il Club di Roma fornisce al patrimonio artistico della Capitale: il restauro dell’Ara Pacis, della Keats Shellet Memorial House di Piazza di Spagna e della Fontana della Pigna a Piazza Venezia tra i progetti più importanti. 

In collaborazione con l’Università degli Studi La Sapienza è stato lanciato il programma “Il restauro nell’era dell’H-BIM (Historical Building Information Modeling)” che, premiando le migliori tesi sull’argomento, promuove la diffusione e ricerca sulla metodologia BIM applicata al restauro. Sempre legato al mondo dell’educazione, il progetto “Scuola Melissa Bassi” di Tor Bella Monaca, consente agli studenti più meritevoli di portare avanti gli studi grazie ad un supporto economico. 

Oltre i confini italiani, l’azione rotariana ha raggiunto il Brasile dove, a Paranà, sono stati realizzati tre villaggi che offrono un tetto e conforto alle persone bisognose. Sempre il Brasile, il progetto “Caponga” ha come obiettivo quello di ampliare le attrezzature scolastiche. In Argentina è stato realizzato invece un laboratorio di carpenteria a favore degli studenti disabili.

Grazie al progetto “Insieme per la vita” in Togo, il personale locale riceve, attraverso l’opera di volontari rotariani, formazione professionale oculistica, ostetrica, ginecologica e pediatrica.

Progetto di punta dell’anno in corso è quello relativo al supporto, economico ed organizzativo, all’attività del Centro delle Febbri Periodiche (CFP) auto infiammatorie e malattie rare del Policlinico universitario “Agostino Gemelli” di Roma.

“Sono onorato di guidare il Glorioso Rotary Club di Roma nell’anno in cui celebra i 95 anni di storia” ha dichiarato il Presidente del Rotary Club di Roma Raffaello Ragaglini. “La nostra è una storia che ha segnato la vita di generazioni intere. Penso a coloro che hanno potuto costruirsi un futuro grazie al nostro supporto, o ai bambini dall’altra parte del mondo che hanno trovato il nostro sostegno nel momento del bisogno. È questo lo spirito rotariano, tendere la mano a chi necessita di aiuto, anteponendo il bene collettivo su ogni altro interesse. Ieri, oggi e soprattutto domani. La storia va celebrata, ma il futuro va costruito, con coraggio e determinazione. E il Rotary Club di Roma ha sempre visto il futuro – anche nei momenti più bui – come una possibilità per migliorare il mondo e la società. C’è una frase di Paul Harris che ben definisce il nostro pensiero: ‘World is changing and we must be ready to change’ ”.

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