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Il settore delle costruzioni in ginocchio. I dati della Filca-Cisl

“Dall’inizio della crisi il ricorso alla cassa integrazione nel comparto delle costruzioni è andato sempre più incrementandosi. Complessivamente il numero delle ore autorizzate è aumentato con una media che divisa per province è del 127% con punte di oltre il 200% a Roma e a Rieti”. Così il segretario generale della Filca Cisl del Lazio, Stefano Macale.
Dal 2010 – si legge nel comunicato della Filca Cisl – sono state 8 milioni145mila le ore di cassa integrazione ordinaria, straordinaria ed in deroga in più soltanto nel settore delle costruzioni (6milioni476mila a Roma, 969mila a Frosinone, 302mila a Latina, 201mila a Viterbo e 197mila a Rieti).
A Roma nel 2010 nel settore delle costruzioni sono state 2.837.409 le ore di cassa integrazione ordinaria, straordinaria ed in deroga mentre nel 2014 sono 9.314.177, con un aumento percentuale del 228,26% delle ore autorizzate. A Frosinone nel 2010 erano 952.281 mentre nel 2014 sono state concesse 1.922.917 ore,con un aumento percentuale del 101,93% delle ore autorizzate. A Latina nel 2010 erano 705.701 mentre nel 2014 sono state 1.7.988, con un aumento percentuale del 42,83% delle ore autorizzate. A Viterbo erano 397.530 nel 2010 mentre nel 2014 sono state 599.055, con un aumento percentuale del 50,69% delle ore autorizzate. A Rieti erano 92.341 nel 2010 mentre nel 2014 sono state 289.583, con un aumento percentuale del 213,60% delle ore autorizzate.
Nel Lazio a partire dal 2009 secondo i dati della Cassa Edile delle 5 province del Lazio sono stati 38.761 i lavoratori ad aver perso il posto di lavoro a cui si devono aggiungere 2.518 operai iscritti alla Edilcassa del Lazio. Dunque sono stati 41.279 i regolarmente iscritti alle casse di mutualità ad aver perso il posto di lavoro ed ad essere usciti dal mercato regolare. Le ore lavorate e gli operai iscritti alle Casse Edili Provinciali ed Edilcassa segnano da un anno all’altro flessioni del 30%. Le imprese edili che hanno dovuto chiudere dal 2009 sono state 4.609 secondo i dati pervenutici dalle Casse Edili oltre altre 190 iscritte all’Edilcassa per un totale di 4.799 aziende non più in attività. In 5 anni le ore lavorate in meno nel settore sono 35milioni 375mila437(dati Casse Edili) oltre 2milioni 822 mila 575 ore (dati Edilcassa) per un totale di 38 milioni 197mila 922. L’attività si è progressivamente ridotta, considerando che le ore lavorate sono il principale indicatore della salute del mercato delle costruzioni, abbiamo assistito ad un vero e proprio crollo. La massa salari in meno è superiore a 330 milioni (circa 200 milioni a Roma, circa 50 milioni a Frosinone e a Latina, circa 20 milioni a Viterbo e circa 10 milioni a Rieti)”. Sono alcuni dei numeri della crisi del settore Edile diffusi dalla Filca Cisl del Lazio.
“Per il rilancio dell’edilizia – prosegue Macale – servono regole certe, legalità e trasparenza e per questo come sindacato chiediamo la patente a punti per le imprese che rispettano le norme ed i contratti ed una legge sugli appalti che eviti l’eccesso di subappalti, troppo frequenti nel ramo edile. E’ poi indispensabile un serrato controllo dell’applicazione del contratto nazionale dell’edilizia e di tutte le normative vigenti in materia di sicurezza sul lavoro nel settore, inserendo espressamente nei bandi di gara tali obbligatorietà. Nel frattempo il numero degli appalti banditi nel territorio regionale si è praticamente più che dimezzato rispetto all’annualità precedente che era già caratterizzata da una flessione considerevole, non vorremmo che la decisione del blocco di tutti gli appalti in riferimento a Mafia Capitale aggravasse ancora di più tale situazione. Quello del calo quotidiano del settore delle costruzioni è una tragedia che si sta consumando nell’indifferenza generale, occorre liberare risorse da destinare agli investimenti in opere pubbliche, nelle infrastrutture, nella messa in sicurezza del territorio. Considerato il quadro drammatico della situazione chiediamo dunque al Presidente Zingaretti un incontro urgente sicuri che soltanto con l’unità di tutti gli attori sociali ed istituzionali si possa trovare una soluzione alla crisi, rilanciare il settore, favorire la legalità e la trasparenza, combattere il lavoro nero e sommerso e le infiltrazioni malavitose negli appalti”.