C’è un braccio di ferro che ormai sta andando avanti da settimane: sul cambio ai vertici di Acea i rapporti tra il Sindaco Iganzio Marino e il principale socio privato, l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone sono sempre più tesi.
Il Comune, azionista di maggioranza della multiutility vorrebbe ridurre il Consiglio di Amministrazione da 9 a 5 membri, e sostituire ai posti di comando sia il presidente, Giancarlo Cremonesi, che l’amministratore delegato Paolo Gallo. Il tutto nel nome della “spending review”.
La guerra intestina per ora non ha intaccato la fiducia dei risparmiatori, e nonostante la tempesta finanziaria che si è scatenata in borsa sull’onda della crisi tra Russia e Ucraina, il titolo Acea ha contenuto le perdite in quello che era un venerdì da sorvegliato speciale. Proprio giovedì sera si è tenuto l’ultimo match tra i contendenti quando Marino è salito negli uffici del gruppo Caltagirone in via Barbarini. Il retroscena filtratro dal Corriere della Sera parla di un incontro dai toni pacati, ma che ha fatto registrare l’ennesimo “niet” da parte dell’imprenditore romano.
Inutile per i conti la riduzione dei membri del Cda, con un risparmio risibile di 144mila euro. Ma sul piatto è la posizione di quel Paolo Gallo che piace così tanto agli investitori: da aprile scorso il titolo è tornato ai massimi da 5 anni a questa parte, sfiorando la quotazione di dieci euro ad azione. Un anno fa le azioni di Acea erano scambiate a meno della metà.
La capitalizzazione societaria raddoppiata ha fatto bene alle casse del Campidoglio, e Caltagirone non è il solo ad opporsi al cambio di managemnt: i francesi di GdF-Suez sono i più arrabbiati e temono un fuga di investitori che potrebbe causarne l’uscita. Un coinvolgimento che ha innescato anche l’interessamento dell’Ambasciata e del governo: pare che lo stesso premier Matteo Renzi abbia espresso un malcelato disappunto verso l’operato del sindaco in bicicletta. E non è la prima volta.

