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Roma

Negli Anni Sessanta le discussioni intorno alla possibilità di costruire un "bestseller" a tavolino agitavano i caffè letterari del Centro Storico di Roma, animando le riunioni tra intellettuali, letterati e addetti ai lavori. Ogni tanto il dibattito degenerava in baruffa, in qualche rara occasione si arrivava a sfidare a duello l'avversario. Le cronache ricordano il guanto di sfida lanciato da un docente ordinario di letteratura italiana dell'Università di Roma a un pari grado della Normale di Pisa. Fortunatamente la tenzone si risolse in una sfida sui tavolini di una fraschetta. Vinse il "normalista" due fiaschi a zero con buona pace delle sacre lettere. Uno sguardo a ritroso sul destino dei romanzi strombazzati, discussi e idolatrati dalle cronache in quel periodo, stimola una riflessione. Parecchi di quei titoli sono libri sconosciuti anche allo sparuto zoccolo duro di lettori italiani, alcuni sono completamente dimenticati. In alcuni casi gli editori stentano a ristamparli.

A prescindere dal loro valore assoluto (difficilissimo da quantificare), di quei testi spesso rimane solo un vago ricordo. È cambiato il modello di riferimento, il medium si è trasformato ma il busillis è rimasto il medesimo. Come nasce un best seller? Questo è l'interrogativo che fa scattare la comparsa nelle classifiche editoriali del testo di Valeria Luzi "Ti odio con tutto il cuore". Un'autrice pressoché sconosciuta al grande pubblico con solo un romanzo breve all'attivo, opera prima acerba da tempo esaurita e introvabile stampata in poche centinaia di copie, bulina un romanzo di largo respiro probabilmente per esorcizzare un pezzo della sua vita.

Luigi  Orlotti, scout editoriale con la testa a Milano e il cuore nella Capitale scaltro nel riconoscere i talenti in filigrana, la aiuta a spacciarlo nel formato e-book. Parole bruciate in pixel da sottoporre al crudele giudizio dei lettori del web, senza appello. In pochi giorni è record di acquisti, il testo polverizza ogni risultato. I feedback degli acquirenti smuovono l'attenzione di un editor curioso di verificare se a tanta agitazione corrisponda una realtà fisica. Alcuni maligni vociferavano che il libro fosse la spregiudicata azione di marketing di un gruppo editoriale, un meccanismo creato a tavolino a partire dal profilo Facebook con foto annessa della scrittrice fino ad arrivare al testo. Una sorta di "scrittora" virtuale eterodiretta.

Ora che la storia ha trovato una sua forma cartacea tangibile (oltretutto molto ruffiana e accativante) e la scrittrice è comparsa sulla scena, andando in giro per l'Italia ogni dubbio è fugato. Il problema di come nasca un best seller, quello no. A prescindere dalla forma di fruizione del testo, il successo di vendita lo determinano sempre i lettori con le loro bizze e le loro ugge. La celebre scimmia immaginata da Asimov,  che messa davanti a una macchina da scrivere in un tempo infinito avrebbe potuto redigere tutti i libri scritti fino ad oggi, potrebbe non avere un lettore neanche sul web.

Patrizio J. Macci

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