Una fantasia per lui, da tramutare in realtà, un terribile incubo per lei che doveva subire in silenzio le perversioni del fratello del marito mentre lui guardava compiacente. Una turpe storia che arriva dal quartiere San Giovanni che si è conclusa dopo un anno di abusi che la donna non trovava il coraggio di denunciare.
L’ultimo episodio di violenza è accaduto davanti alla scuola dove la donna, una bengalese di 29 anni, si era recata a riprendere la figlia minore. Lì l’aveva raggunta il fratello del marito che aveva cominciato a picchiarla selvaggiamente al volto e, dopo averla scaraventata a terra, presa a calci. Riuscita a fuggire, si la donna si era rifugiata all’interno dell’istituto dove ha chiesto aiuto ad alcuni dipendenti che hanno immediatamente telefonato al 113.
Agli agenti del Commissariato San Giovanni la vittima ha raccontato dei continui maltrattamenti e abusi sessuali a cui era costretta da oltre un anno da parte del marito e del fratello di questo. Solo grazie all’intervento del fratello della vittima, il cognato aveva desistito dall’ultima aggressione e si era allontanato. E proprio grazie alle testimonianze del fratello della donna che gli agenti hanno potuto ricostruire un quadro di abusi, privazioni e molestie sessuali subite dalla donna da parte dei due fratelli, ai quali, per paura, non era mai seguita una denuncia.
La donna ha raccontato di essere spesso segregata in casa dove il cognato l’aveva anche molestata sessualmente alla presenza del marito. Gli agenti sono riusciti a rintracciare l’aggressore della donna in via Appia Nuova. Fermato, è stato identificato e portato in ufficio. Il marito della donna invece, si è presentato spontaneamente negli uffici del Commissariato con l’intenzione di riprendere la figlia momentaneamente affidata allo zio. Anche per lui sono scattate le manette. Messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, D.M. e S.S.A., marito e cognato della donna, rispettivamente di 36 e 27 anni, dovranno rispondere del reato di maltrattamenti in famiglia. La vittima invece insieme alla figlia minore è stata accompagnata presso una struttura protetta.
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Grazie alle testimonianze del fratello della donna gli agenti del Commissariato San Giovanni hanno potuto ricostruire un quadro di abusi, privazioni e molestie sessuali subite dalla donna da parte dei due fratelli, ai quali, per paura, non era mai seguita una denuncia
