Dove non arrivano le telecamere arriva l’operazione verità portata avanti dagli esponenti del partito, pardon, movimento pentastellato. Un’attività annunciata fin dalla campagna elettorale: raccontare le riunioni dei capigruppo, le commissioni permanenti, e le tante riunioni informali. E proprio in quegli incontri informali si decide il futuro della regione, tramite accordi sottobanco tra i partiti. Lo racconta Davide Barillari, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Consiglio Regionale del Lazio.

“Cane non mangia cane insieme a ‘se io ti do questo, tu cosa mi dai?’ questa è stata ed è sempre ancora oggi la vecchia logica dei partiti politici – scrive Davide Barillari nel suo ultimo intervento – L’ultimo consiglio regionale è stato convocato in tutta fretta dopo una lunghissima pausa, oltre 40 giorni dall’ultimo. Questa la prima, di tante stranezze. Perchè in questo racconto vedrete che ce ne sono molte”. Un racconto che il capogruppo pentastellato stila dopo una notte insonne per l’approvazione della legge regionale numero 9 sulla “taglio ai costi della politica”. Un’approvazione avvenuta proprio sul filo di lana della scadenza, una non casualità secondo il consigliere regionale: Se si fosse voluto aprire un vero dibattito perche’ tutti potessero analizzare questa importante legge, non si sarebbe aspettato esattamente l’ultimo giorno, o meglio, l’ultima notte, facendo una seduta ad oltranza: questo suona molto di prendere o lasciare”.
Il nodo sta tutto nell’elevato numero di emendamenti che il Popolo della Libertà ha presentato: “la strategia del pdl è far perdere tempo – scrive Barillari – per arrivare ad un certo punto e contrattare il ritiro degli emendamenti in blocco”. Fra rinvii e ritardi i veri lavori sono iniziati nella notte di venerdì, ultimo giorno utile per approvare la legge e non perdere “i finanziamenti”. Una corsa finale approvando tutto a suon di colpi di maggioranza. “Solo Storace e Santori hanno svolto il loro ruolo di opposizione, contestando alcuni articoli della proposta di legge e proponendo miglioramenti più o meno condivisibili – continua il cittadino a 5 Selle Barillari – Pochissimi i consiglieri di maggioranza che sono intervenuti attivamente al dibattito, se non chiamati direttamente in causa. Tutti compatti a votare il testo proposto dalla giunta, praticamente senza alcuna modifica. La maggioranza conferma le decisioni della giunta e le opposizioni lasciate a sbraitare senza la minima considerazione”.
“Il Pdl ha presentato 800 emendamenti che per la maggior parte dei quali avevano l’unico scopo di cambiare singole parole con dei sinonimi o che mettevano un punto o una virgola nella frase. Quindi emendamenti assolutamente inutili, come loro stessi candidamente ammettono, ma che fanno perdere molte ore anche solo per poterli bocciare”. Dopo la riunione dei capigruppo magicamente compare una lista di soli 15 emendamenti. “Forse alla fine è solo una roulette, truccata – concludono i 5 Stelle – Questo è quello che c’e’ dentro la scatola di tonno che abbiamo aperto ormai 3 mesi or sono”.
