di Valentina Renzopaoli
Nemmeno i trecento minuti di Camera di consiglio sono bastati per sbrogliare i bandoli di una matassa che anzi, alla fine, si è annodata ancora di più. La prima udienza presieduta dal nuovo Presidente del Collegio Giuseppe Mezzofiore, la sesta dall’inizio del processo, si è conclusa con un’ordinanza che ha fatto esplodere l’aula Vittorio Occorsio in uno scontro aperto tra pm, parti civili e difese.
I giudici della I Sezione penale del Tribunale di Piazzale Clodio hanno ammesso la richiesta inoltrata dal pm Alberto Galanti lo scorso 1 ottobre di trascrizione della maggior parte delle telefonate intercettate e finite negli atti, respingendo quindi le eccezioni presentate dalle difese circa l’inutilizzabilità delle stesse intercettazioni telefoniche e ambientali. Ordinanza che però potrebbe essere modificata o, addirittura ribaltata, nel corso della prossima udienza del 25 novembre. Insomma, a quattro mesi dalla prima seduta in aula, regna un gran caos in cui è difficile mettere ordine, che si gioca in punta di diritto e sulla regolarità o meno di aspetti tecnici e formali. Che però sono di importanza fondamentale perché potrebbero minare le basi di quello che è considerato un processo storico e compromettere la natura di eventuali successivi gradi di giudizio.
Proviamo a fare un po’ d’ordine. Nell’ultima udienza del 1 ottobre si era scatenata una vera e propria “guerra delle intercettazioni”: di fronte alla richiesta del pm di ammettere come prova la trascrizione di sei anni di colloqui telefonici e ambientali, i legali degli imputati avevo fatto opposizione, dichiarando di non essere stati messi in grado di visionare i brogliacci e i verbali che non sarebbero mai stati depositati. Lo stesso magistrato aveva spiegato che brogliacci, intercettazioni e file audio erano stati raccolti tutti insieme su circa quattrocento dischetti, il cui costo complessivo per ogni imputato sarebbe ammontato a 65mila euro. A questo punto si inserisce il neopresidente Giusepe Mezzofiore che dopo cinque ora di Camera di consiglio nell’udienza di mercoledì rigetta le eccezioni, per poi decidere di riservarsi su una ulteriore eccezione presentata dal difensore di De Filippis sulla base di una recentissima sentenza della Cassazione secondo la quale il mancato deposito di brogliacci e verbali rappresenterebbe “un vero e proprio vizio sanzionato con l’inutilizzabilità del dato probatorio non depositato”. Negli ultimi minuti della lunghissima udienza c’è stato anche il tempo per scoprire dallo stesso pm che i dischetti contenenti le intercettazioni captate nel corso del 2010 a causa di un problema tecnico di masterizzazione non sarebbero leggibili.
Per l’esito finale si dovrà attendere il 25 novembre. Fissato anche il successivo calendario: due udienze a dicembre, il 3 e il 9. Poi da gennaio, si riparte con un’udienza a settimana: il 7, il 15, il 20 e il 26 gennaio, il 17, 19 e 24 febbraio, e il 5 marzo.
