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IPSE DIXIT – Il sogno segreto di Sabrina

«Il mio sogno sarebbe un harem con 15 fidanzati e nessun marito».

Quindici uomini e zero coniugi: più che una fantasia sentimentale, un piano regolatore dei rapporti di coppia. E detto da una romana acquista immediatamente il valore di una delibera. Sabrina Ferilli, romana vera, aveva capito tutto con largo anticipo: il problema non è l’amore. È la gestione.

L’ingombro del coniuge

Perché il fidanzato, finché resta tale, conserva ancora una certa dignità scenica. Si veste bene, telefona, invita a cena, magari fa pure finta di ascoltare. Il marito, invece, dopo un po’ entra nella fase amministrativa: bollette, telecomando, mutande lasciate in giro e quella misteriosa incapacità di vedere un sacchetto dell’immondizia pieno anche quando ormai ha acquisito una propria autonomia territoriale.

E allora quindici fidanzati diventano persino una scelta razionale. Uno per il cinema, uno per il ristorante, uno per il weekend, uno per cambiare la lampadina e gli altri undici di riserva, perché a Roma non si sa mai: tra traffico, scioperi e partite della Lazio o della Roma, è sempre meglio avere una panchina lunga.

Il capolavoro resta però quel “nessun marito”. Tre parole che contengono secoli di esperienza femminile e almeno quattro stagioni di una sitcom. Perché il matrimonio, nell’immaginario della battuta, è il momento in cui il corteggiatore si trasforma lentamente in un coinquilino con diritto di veto.

Gestione difficile ma possibile

La Ferilli, insomma, propone una specie di liberalizzazione del mercato affettivo: concorrenza aperta, nessun monopolio e soprattutto niente concessioni a tempo indeterminato. Certo, quindici fidanzati richiedono organizzazione. Agenda, turnazioni e forse pure un assessore dedicato. Ma a Roma una soluzione si trova sempre. Il marito, invece, una volta entrato in casa, rischia di diventare come certi cantieri della Capitale: sai quando comincia, ma nessuno è in grado di dirti quando finisce.