Apprendiamo con grande disappunto che la Regione Lazio ha adottato un provvedimento in extremis per autorizzare, il 1° settembre, la caccia alla cornacchia grigia, alla gazza, alla ghiandaia, al merlo e alla tortora, con l’obiettivo di regalare ai cacciatori una giornata in più di spari nel pieno della stagione turistica e nella fase di dipendenza dei piccoli uccelli dai genitori. Ci saremmo aspettati che con il cambio della Giunta e del Consiglio regionale, e con il nuovo presidente Zingaretti, sarebbero almeno mutate alcune cose, tra cui il rispetto, prioritario per legge e imposto dalle direttive comunitarie, per la fase di riproduzione degli animali.
Autorizzare gli spari in questo periodo non significa solo contravvenire alle leggi, ma significa consentire di uccidere, per puro divertimento, anche genitori ‘alati’ che non potranno pertanto provvedere alla cura della prole. Inoltre, è ormai accertato il grave disturbo biologico a danno di altre specie non ‘interessate’ dagli spari. Per non parlare poi del fatto che siamo nel pieno della stagione turistica, e che quindi rimane alto il rischio dei non rari ‘incidenti’ di caccia. Tutto questo solo per accontentare un numero esiguo di cacciatori, cercando un consenso che in realtà non esiste e non tutelando il diritto della stragrande maggioranza della popolazione laziale a vivere con tranquillità gli ultimi giorni di ferie estive.
Per Enpa è inaccettabile anche la modalità con cui è stata autorizzata la preapertura: anziché discutere di questa eventualità confrontandosi, con un principio democratico, con tutte le parti in causa, è stato deciso tutto all’ultimo minuto; un espediente di basso livello per evitare l’impugnazione della delibera e garantire così alle doppiette la possibilità di uscire a caccia. Facciamo appello al Presidente della Regione Lazio affinché sospenda il provvedimento al più presto e si faccia portavoce di un vero cambiamento rivolto al rispetto delle regole, della legalità e della volontà dei cittadini.
Enpa protezione Animali
