Un argine rotto da più di vent’anni e mai ripristinato. La denuncia del proprietario di un allevamento nella zona del parco dell’Appia Antica finita sotto le acque del “Sacro Almone”, il corso d’acqua che scende dai Colli Albani venerato dagli antichi romani ma che ora versa nel degrado più totale fra inquinamento e incuria.
Da questo alveo così mortificato sono arrivate le acque che dalle sette del mattino hanno fatto una vera e propria strage di animali, morti nelle gabbie di un allevamento senza che i proprietari riuscissero ad aprire in tempo i cancelli.
“L’esondazione era ampiamente prevedibile, come il Parco aveva più volte messo in luce”. Lo afferma in una nota Mario Tozzi, Commissario Straordinario del Parco Regionale dell’Appia Antica. “Dal punto di visto umano ci dispiace per chi ha subito danni, come è successo nel terreno della ex concessionaria Hyundai – aggiunge – Ricordiamo però che non si tratta di un’azienda agricola ma di un occupante senza titolo, in un terreno espropriato già nel 2007. Il problema dell’Almone, va affrontato in maniera organica e strutturale. Non si possono continuare ad immaginare interventi tampone. Va rinaturalizzato l’intero corso che non è più in grado di sostenere questo regime di acque in un territorio così compromesso. In particolare va recuperato il corso storico, in gran parte alterato dall’urbanizzazione e dall’abusivismo con i conseguenti interventi impropri sui fossi (per lo più tombamenti), assicurando aree protette di esondazione o soluzioni idrauliche alternative. Ricordiamo che le competenze sulla gestione dei corsi d’acqua sono frammentate e vanno dai frontisti, cioè i privati che vi si affacciano, ai comuni, alle province e alle regioni. Ognuno deve fare la propria parte e nel caso specifico l’ Almone deve essere ricondotto alla dignità di fiume e gestito come tale. Non è la prima volta che un disastro del genere accade. Sull’Appia Antica siamo nel segmento terminale del bacino idrografico l’esondazione è stata quindi più evidente. La Regione Lazio ha, recentemente, assunto come priorità il risanamento del bacino dell’Almone. Proprio in questa settimane si stava lavorando per il reperimento di risorse economiche e per l’individuazione dei percorsi normativi. L’Ente Parco, come ha già fatto più volte nel corso dell’ultimo anno, proseguirà il suo lavoro di stimolo presso tutte le amministrazioni competenti per far sì che gli interventi promessi siano realizzati nel minor tempo possibile”.

