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L’Atac di Broggi sfida il Pd. Nuova macro, vincono i tecnici

INSIDE. Venerdì scorso ufficializzata l’organizzazione dell’azienda di via Prenestina. Confermati Pietro Spirito e De Paoli la cui assunzione decorre dal primo ottobre. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it la macrostruttura appena varata è provvisoria. Presto tagli a stipendi e riduzione di di dirigenti e impiegati amministrativi. L’assessore Improta dà il via libera con l’avallo del sindaco. L’obiettivo è ridurre la pressione della politica nella società dei trasporti, da sempre colonizzata. IL DOCUMENTO

Rivoluzione Atac, dal vangelo secondo Ignazio Marino. Via il direttore generale Antonio Cassano e spazio a Pietro Spirito nuovo “direttore centrale operazioni”. Al suo fianco, ad avviare il processo di alleggerimento della società dalla “nuvola” di dirigenti e impiegati, dal primo ottobre arriva Giuseppe De Paoli, direttamente da Alitalia e senza alcun concorso.

Broggi Danilo 1


Ecco la nuova macrostruttura di Atac, già anticipata da Affaritaliani la scorsa settimana e ufficializzata venerdì 27 settembre. Nero su bianco c’è scritto chi saranno i protagonisti e i responsabili di ciò che accadrà in via Prenestina nei prossimi anni.  E se nell’azienda più politicizzata della città, in duecento restituiscono la tessera del Pd per protestare contro la mancata “colonizzazione di sinistra”, il nuovo Ad Danilo Broggi sembra aver avviato un processo di de-politicizzazione della società. Via gli “alemanniani” (quasi tutti) e spazio ad un ritorno del gruppo di ferrovieri voluto da Maurizio Basile, non a caso cacciato via dall’ex sindaco. Ciò che emerge con grande chiarezza è che il nuovo management prende le distanze dalla politica, in particolare dal gruppo del Pd che aveva protestato a gran voce contro la promozione di Pietro Spirito e la nuova assunzione.
Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, il via libera alla nuova riorganizzazione sarebbe arrivato direttamente dall’assessore Improta che avrebbe avuto il via libera del sindaco per affermare la linea esclusivamente manageriale. E così sarebbe nata la nuova “macro” ma con l’obiettivo chiaro di essere provvisoria e di transizione, verso un nuovo modello di azienda. Nel progetto complessivo c’è un’Atac con stipendi più leggeri e meno dirigenti e amministrativi. Per la cura il piano prevede due anni. La nuova macro è il primo atto.

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