di Patrizio J. Macci
Case editrici si fondono, aprono e chiudono. Lo scenario editoriale italiano nei primi mesi del 2015 è agitato e confuso. Anche nella Capitale ci sono terremoti e sommovimenti librari. Nel bailamme del “famo un libro con una botta de gugol” ci sono ancora editori che provano a confezionare il prodotto editoriale in maniera artigianale, centellinando le scelte. Luigi Politano è alla guida del vascello di Round Robin, un manipolo di “pirati” che due lustri fa ha preso il largo dai banchi dell’università fondando una casa editrice che a Roma sta diventando il punto di riferimento per i giornalisti free-lance che hanno nella borsa un manoscritto che non trova spazio presso i “grandi editori”.
Sessanta titoli in catalogo e ora una follia nuova di zecca: rilevare una libreria nel centro storico di Roma e rilanciarla facendone il loro covo. Dalla sede della libreria-casa editrice muovono i loro attacchi nel mare dell’editoria. Il capo dei pirati ha accettato di raccontare la loro storia e di fornire qualche anticipazione sulle loro prossime imprese.
A Roma e nel Lazio ci sono più di quattrocento case editrici, il mantra imperante è “i libri non si vendono”. Le librerie chiudono i battenti a vista d’occhio. Perdoni la domanda schietta che più non si può: perché fondarne un’altra? Quando e come avete preso questa decisione?
“La Round Robin editrice nasce più di dieci anni fa tra le aule dell’Università di Roma 3. Eravamo ancora studenti e fondammo un giornale, “Rivist@”, poi diventato rivistaonline, che si occupava di inchieste, cinema, musica, società civile e movimenti. Un’idea che all’inizio coinvolse oltre settanta collaboratori di tutta Italia – quasi tutti del mondo universitario – e che aveva me come direttore editoriale e Alberto Nerazzini come direttore responsabile. Dopo la terza uscita ci rendemmo conto che l’università non poteva essere editore di un giornale fatto da studenti e per gli studenti, ma la nostra ambizione cresceva assieme ai click sul portale che, in poco tempo, superarono i cinquemila ingressi unici al giorno. Da lì l’idea di metterci in proprio, prima con una semplice partita iva e poi, nel 2005, fondando la round robin srl. Il passo verso i libri è stato brevissimo. Un nostro amico, Claudio Vignozzi, aveva un bel romanzo nel cassetto: “Il mio cuore ha due battiti” che dopo aver trovato l’introduzione di Alessiomanna dei “Casino Royale”, è diventato il nostro primo titolo pubblicato. Perché fondarne una? Perché abbiamo l’animo dei pirati, da lì nasce il nome. E poi i libri di qualità si vendono e si continueranno a vendere sempre, per questo siamo ancora in piedi. Anzi, in viaggio navigando”.
Quali sono le vostre aree di interesse?
“Per lo più ci interessano i grandi temi sociali e l’inchiesta giornalistica. Moltissime delle nostre opere sono fatte da giovani reporter. La narrativa ci affascina sempre, ma è vero che in questi anni abbiamo di molto ridotto la pubblicazione di romanzi. Siamo molto selettivi”.
Quanti titoli avete in catalogo?
“Ad oggi oltre sessanta, ma sul sito della casa editrice c’è la situazione in tempo reale”.
Avete una collana di volumi solamente d’inchiesta?
“Ne abbiamo più di una. “Fuori rotta”, è la collana di inchieste di respiro nazionale e internazionale. “Scialuppe”, sono le inchieste di ambito territoriale concentrate sulle regioni. Poi ci sono le graphic novel. La collana “Tortuga” è tutta dedicata all’inchiesta giornalistica. Il primo volume lo hanno inaugurato Gianni Barbacetto, “inchiestista” de Il Fatto Quotidiano. L’ultima è di Gianluca Moastra e Massimo Basile sul calcio scommesse “L’impero del gol”, con i disegni del giovanissimo e talentuoso Pierluigi Minotti”.
Quali sono le tirature in media e qualè il vostro titolo che ha bruciato ogni aspettativa?
“La tiratura dipende molto dalla collana e dal libro. Partiamo da cinquecento copie fino a millecinquecento. Anche la richiesta del distributore fa la sua parte. Ogni libro ha una sua storia, spesso imprevedibile.
Il libro che ha superato ogni aspettativa è certamente “Gotica”, di Giovanni Tizian. Il volume inchiesta sulle mafie al nord che ha contribuito a far finire sotto scorta l’autore, oggi giornalista dell’Espresso. Oltre all’ottimo risultato italiano, è stato venduto e tradotto anche sul mercato tedesco e in Polonia. Siamo stati gli unici a pubblicare un volume sulla “terra dei fuochi del Lazio”, la Valle del Sacco con “Cattive Acque”.
Per la primavera cosa bolle nella pentola di Round Robin?
“Molte cose, e davvero tutte da leggere d’un fiato. Da una graphic novel di Luca Scornaienchi e Jonathan Fara dal titolo “Vallanzasca”, che racconta il fascino del male del bel Renè, partendo dalla situazione delle carceri italiane. Fino a “L’Invisibile” di Giuseppe Manzo e Ciro Pellegrino, che raccontano scandali, inchieste e potere nella Campania di Stefano Caldoro. E poi un romanzo avvincente e dal sapore un po’ retrò, ambientato negli anni della contestazione, di Lucia Guarano, “La guerra è finita. Tra movimento studentesco e lotta armata: il ’77″.
Alla follia apparente di aprire una casa editrice durante una crisi economica epocale avete aggiunto una pazzìa. Avete rilevato una libreria in Via del Pellegrino, la “Libreria del Viaggiatore” . Che tipo di spazio avete allestito, quali libri promuoverete oltre ai vostri naturalmente?
“Visto che i folli non navigano mai da soli, sul bastimento si è imbarcata anche Eleonora Pellegrini. Nostra amica e intraprendente libraia affascinata dai viaggi e dai colori del mondo. La storica Libreria del Viaggiatore era rimasta chiusa dopo la morte del suo creatore, Bruno Boschin, e sarebbe stata l’ennesima a chiudere. Un punto di riferimento per moltissimi viaggiatori che amano la lettura, e un rifugio nei pomeriggi d’inverno in cui si sogna “Il Viaggio” grazie proprio alla lettura di un buon libro. La Round Robin cercava una sede per aprire una libreria e spostare la redazione, Eleonora era entusiasta della possibilità di iniziare con noi questo viaggio. Il resto è venuto da sè. Abbiamo aperto una “nuova libreria del Viaggiatore”, che è anche la redazione della casa editrice in Via del Pellegrino 165, a Roma. Divisa su due piani, ha uno spazio di circa centosessanta metri quadri in cui la letteratura di viaggio, le guide turistiche, i libri fotografici e moltissime edizioni rare e introvabili, trovano spazio in scaffali divisi per aree geografiche. Nel giro di qualche mese, entro l’estate, inaugureremo anche il nostro caffè letterario che sarà una sorta di piccolo bistrot e sala da the, in cui chi vorrà potrà passare del tempo a leggere o semplicemente a bere un bicchiere o provare qualche spezia in arrivo da un angolo di mondo. All’interno ovviamente ci sono tutti i titoli della Round Robin editrice, ma per il resto abbiamo deciso di continuare la tradizione della letteratura di viaggio.
Ultima chicca in arrivo, ma di tempo ce ne vorrà un po’ di più, è un festival di letteratura del mediterraneo. Stiamo preparando tutto e un’isola del mare nostrum ospiterà viaggiatori, lettori, artisti o semplici naviganti in cerca di un porto e di una storia da raccontare o da ascoltare. Magari semplicemente qualcuno che si è perso. Ma questa è un’altra storia e un altro viaggio”.
