“Se arrivasse lo sfratto potremmo anche trasferire il Teatro Eliseo alla periferia di Roma, a Torpignattara”. È l’ipotesi lanciata da Massimo Monaci, direttore artistico della sala di via Nazionale, di cui il padre Vincenzo è uno dei tre proprietari. La famiglia Monaci è attualmente ai ferri corti con gli altri due soci in merito al futuro del teatro, su cui pende uno sfratto previsto per giovedì 30 ottobre.
“Se dopodomani – ha precisato il padre, Vincenzo, uno dei tre soci proprietari della sala di via Nazionale – l’ufficiale giudiziario dovesse arrivare in teatro per eseguire il provvedimento di sentenza della magistratura, si troverebbe davanti un sacco di gente a fare resistenza. L’esecuzione dello sfratto non garantirebbe la prosecuzione della stagione 2014-15, anzi significherebbe la sua chiusura anticipata”.

