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“L’estasi del talento”, un concerto all’insegna di Antonio Vivaldi

Il baritono Alessio Quaresima Escobar canta ed incanta nel segno di Vivaldi

di Sergio Moschetti

Ho scoperto il segreto del baritono Alessio Quaresima Escobar assistendo alla sua ultima esibizione nell’ambito  del concerto tenutosi domenica 26 marzo presso la sala Baldini in piazza Campitelli, organizzato da Giovanni del Monte e Medexitalia S.r.l.

 

Ed il segreto è il percorso della sua voce che, iniziando dalla testa, scende sino al diaframma per acquisire intense vibrazioni, sale per attraversare il cuore rubandone i palpiti, va alla ricerca dell’anima per vestirsi della passione ed infine sfugge dalle labbra per incantare l’auditorio.

Alessio Quaresima Escobar diviene in tal modo un raro strumento di vibrazioni profonde che rapisce il pubblico per  trasportarlo nella discesa verso le più intense e calde tonalità per poi riproiettarlo su note più alte e sinuose in un gioco sapiente di onde musicali che richiamano alla mente i ritmi e gli aneliti intensi di un appassionato respiro. Ma in lui gioca non solo la natura della voce, ma anche la pulizia e la ricchezza armonica dei toni, dai più profondi ai più lievi, e, soprattutto, il grado di coinvolgimento che la sua voce riesce a trasmettere.

Queste le sensazioni che ha vissuto il pubblico che ha affollato la Sala Baldini con l’interpretazione di arie tratte dalle opere di Vivaldi:  “Sovente il sole”, dalla Andromeda Liberata, un inno di intima armonia nella visione arcadica del sole che ancor più risplende una volta liberato dalle nubi che lo hanno offuscato; “Se il cor guerriero”, dal Tito Manlio, dall’atmosfera marziale sottolineata da un  accompagnamento orchestrale particolarmente elaborato che ne esalta gli aspetti ritmici; “Gelido in ogni vena”, dal Farnace, nel quale le vibrazioni della voce trasmettono all’animo il più profondo sentire  di  crudele orrore.

Tutta nel segno di Vivaldi la serata che ha vissuto momenti di intensa spiritualità nella interpretazione appassionata che il contralto Maria Elena Pepi ha saputo dare  dello “Stabat Mater”; la drammaticità di una voce che coniuga una forza espressiva di rara fattura con momenti di ammaliante dolcezza, le sapienti vibrazioni di toni e la forte carica emotiva, rara per compostezza e dignità di discorso, hanno esaltato gli stati d’animo dolorosi e profondi che accompagnano  lo struggimento espresso dal testo in quell’intimo «dialogare» tra voce e strumenti su quale si muove la composizione Vivaldiana che vede protagonista la Madre di Gesù ai piedi della Croce abbattuta ma non annullata dal dolore.

 L’esibizione dei due solisti è stata preceduta dal “Preludio in sol minore” di Rachmaninov deliziosamente interpretato dalla pianista Martina Carini, una giovanissima artista di soli 11 anni ma che già dimostra nella sua esecuzione una personalità  matura ed una sicurezza non comune.

Protagonisti di un concerto dedicato a Vivaldi all’insegna de “L’estasi del talento” non potevano che essere gli archi, rappresentati da “Gli archi della Rosa”, e il clavicembalo, con alla tastiera Francesca Bonessi, diretti dalla magica bacchetta di Lorenzo Macrì; il primo violino, il Maestro Michele Tesei,  è stato un vero trascinatore  di un’orchestra da lui stesso creata con i giovani strumentisti ad arco, scelti tra i suoi allievi ed ex allievi, e che rappresentano nel loro insieme un progetto didattico importante, “I giovani archi per l’Europa”, il cui obiettivo è la valorizzazione ed il lancio di nuovi talenti musicali.

La serata ha rappresentato un momento artistico di rara poesia ed è stata contrassegnata dagli applausi dei presenti che hanno particolarmente apprezzato le esibizioni di tutti gli artisti che sono stati gratificati da un caloroso ed entusiastico consenso.