Tutto è iniziato con le proteste dei cittadini che avevano segnalato alle forze dell’ordine una possibile attività di prostituzione all’interno dell’esercizio commerciale. L’indagine portata avanti dal Commissariato di Civitavecchia è durata alcuni mesi, duranti i quali gli agenti hanno potuto raccogliere testimonianze e denunce sulla reale attività che veniva svolta dietro la copertura di un centro massaggi orientali, comprovate dalle dichiarazioni di alcuni clienti abituali che sono stati fermati all’uscita dal centro. Gli avventori hanno fornito una dettagliata descrizione su quanto avveniva all’interno, precisando che non si rivolgevano alle massaggiatrici solo per risolvere problemi muscolari. Infatti, secondo i testimoni, le ragazze che operavano all’interno, dopo un primo approccio più “professionale” proponevano, di loro iniziativa, una maggiorazione del costo pattuito in cambio di altro tipo di prestazioni.
Nel mese di marzo, gli agenti hanno proceduto preliminarmente ad un controllo di Polizia Amministrativa finalizzato alla verifica delle previste autorizzazioni in materia. In quell’occasione è emerso che proprio il figlio del titolare, che svolgeva un compito attivo nella gestione dell’attività, solo pochi mesi prima era stato segnalato dalla Squadra Mobile della Questura di La Spezia per reati inerenti la prostituzione, a seguito di una vasta operazione che ha portato alla chiusura di un analogo centro massaggi orientali e alla denuncia di 10 persone coinvolte a vario titolo nella vicenda.
Il Centro è stato sequestrato, mentre il titolare è stato denunciato per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. A conclusione dell’attività investigativa sono state rimesse al vaglio dell’Autorità Giudiziaria le posizioni di altre persone emerse durante le indagini e che potrebbero avere avuto un ruolo attivo nel reclutamento e nello sfruttamento delle giovani.
