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L’M5S va a farsi una pizza. E passa il bilancio by Marino

LA CENA DELLE BEFFE. Durante la votazione finale il gruppo Cinquestelle lascia l’aula per andare a mangiare una pizza, facendo decadere gli ultimi 35 emendamenti che avevano presentato. E la maggioranza può chiudere le votazioni prima della mezzanotte e con largo anticipo rispetto alle previsioni. Marchini, Alemanno e il gruppo del Nuovo Centrodestra, preparano l’assalto finale con due ricorsi al Tar. La manovra approvata è “depressiva” e prevede una diminuzione degli investimenti nel triennio, la metà dei quali recuperati attraverso la tassazione. E’ UNA FINAZIARIA DA CRISI

Con largo anticipo rispetto alla scadenza del 23 per evitare il commissariamento del Comune, e con escamotage tecnici, la Giunta Marino può aprire la fase 2. Alle 23,37 di venerdì 6 dicembre, con 29 voti favorevoli, 16 contrari e 1 astenuti, l’assemblea capitolina ha approvato il bilancio 2013. Nonostante le iniziali previsioni di una approvazione in notturna del documento, l’aula e’ riuscita, con una corsa a “botta” di ordini del giorno senza pausa nelle ore finali, a licenziare la delibera “madre”.
A dare una mano e a far capire che la strada era spianata, i consiglieri dell’M5S che, dopo l’approvazione del maxiemendamento con il quale la Giunta ha eliminato la valanga di emendamenti dell’opposizione, andando a cena. Assenti dall’aula, hanno fatto così decadere le 35 proposte di modifica al bilancio che essi stessi avevano presentato, dando così il via libera alla votazione finale.


 

Per i capigruppo della maggioranza, Francesco D’Ausilio, Luca Giansanti, Gianluca Peciola, Massimo Caprari e il coordinatore Fabrizio Panecaldo, una semplice nota ufficiale: “Come da regolamento il Presidente dell’Aula ha dichiarato la decadenza di tutti gli emendamenti del Movimento 5 Stelle, i cui rappresentanti hanno irresponsabilmente lasciato in massa l’aula poco prima del voto”.
Dura l’opposizione con Marco Pomarici del Nuovo Centrodestra: “”A fronte della loro uscita dall’aula per andare a mangiare una pizza, hanno fatto cosi’ decadere i loro 35 emendamenti al bilancio. Se questo è il modo di fare opposizione al sindaco Marino è ridicolo ma ancora una volta la stampella della maggioranza si è rivelata tale”.
Ma chi invece non si arrende è il capogruppo della Lista Marchini, Alessandro Onorato: “Non abbiamo partecipato al voto di un bilancio che è la perfetta sintesi della catastrofica abbinata Alemanno-Marino. Nei prossimi giorni presenteremo ricorso perché solo i tribunali potranno ripristinare la democrazia e la legalità persa in Aula Giulio Cesare. Questo bilancio – ha aggiunto Onorato – svela le false promesse fatte in campagna elettorale da Marino. Non c’è tutela dei più deboli che pagheranno i tagli drastici ai servizi sociali. Per non parlare dei municipi, che vedono le loro risorse praticamente azzerate alla faccia del decentramento e della tanto sbandierata centralità dei territori. Dopo l’immobilismo dei primi sei mesi – ha concluso – questa manovra conferma l’inadeguatezza di Marino, che non è assolutamente in grado di affrontare i problemi della città”.

alessandro onorato
 

Ricorso al Tar annunciato anche da Gianni Alemanno, Sveva Belviso presidente del gruppo consiliare Nuovo Centro Destra; il consigliere di Forza Italia Giovanni Quarzo; Fabrizio Ghera, presidente del gruppo consiliare Fratelli d’Italia e il consigliere Ncd Marco Pomarici: “Abbiamo presentato ricorso al Tar per difendere l’Assemblea capitolina da un abuso del potere di maggioranza che ha violato il regolamento consiliare. Non avremmo voluto giungere a un gesto così forte, ma non si era mai visto in Campidoglio un azzeramento così immotivato e brutale degli ordini del giorno presentati dall’opposizione. In totale carenza di qualsiasi capacità di proposizione politica ed economica la giunta Marino e la maggioranza che la sostiene, sta cercando una via inaccettabile per uscire dal vicolo cieco in cui si è cacciata dopo sei mesi di immobilismo. Non solo le istituzioni consiliari, ma tutta la città deve essere salvata da questo mix di arroganza di potere e immobilismo amministrativo”.
Nelle macrocifre, ecco il bilancio: contiene investimenti per l’anno in corso pari a 540 milioni, prevedendone 133 per il 2014 e 25 per il 2015, per un totale di 699 milioni di euro. Quasi metà delle entrate fanno leva sulla parte tributaria – 2,9 miliardi di entrate tributarie che l’amministrazione conta di far salire nei prossimi due anni a 3,265 e 3,276 miliardi. La spesa corrente per l’anno in corso e’ di 5,1 miliardi, che scenderanno prima a 4,8 e poi a 4,5. Nei prossimi anni, secondo il bilancio pluriennale legato alla delibera, il valore previsto della manovra passerà dai 6,5 miliardi del 2013 ai 5,3 del 2014 e ai 4,6 del 2015.