“Marino è vittima di quella ideologia di sinistra per cui il nomade immigrato può fare qualsiasi cosa. Noi diciamo invece che la legge è uguale anche per i nomadi, e deve valere per tutti”. È quanto ha affermato il sindaco, Gianni Alemanno, al termine della conferenza stampa, organizzata insieme al vicesindaco, Sveva Belviso, all’interno del campo nomadi di via Luigi Candoni.
“Ogni giorno – ha spiegato – riceviamo segnalazioni di borseggi e questue moleste nelle metropolitane, furti di metalli di scarso valore, ma che comportano l’interruzione di servizi pubblici, abbiamo problemi di accampamenti abusivi. Non tutti i nomadi sono così, c’è anche chi cerca di integrarsi: non c’è una logica etnica, ma un problema rispetto a persone senza fissa dimora e senza mezzi di sostentamento”.
“Ciò che giudichiamo insopportabile, inaccettabile e che denunciamo con la massima forza è che il Tar ormai da tre mesi ci impedisce di espellere dai campi 64 nuclei familiari trovati in possesso di ingenti risorse nei propri conti correnti postali, fatti certificati e denunciati in Procura. Quei signori – ha spiegato il sindaco – stanno a spese della collettività ancora dentro ai campi, togliendo spazio a chi ne potrebbe avere bisogno e non si riesce a espellerli perché il Tribunale amministrativo ci fa un ostruzionismo basato su cavilli burocratici”.
Quello del Tar “è un atteggiamento assolutamente inaccettabile, ha ribadito Alemanno, assicurando che, nel futuro, l’azione amministrativa del Comune proseguirà, al fine di “garantire a tutti i romani che non ci siano falsi e abusi dal punto di vista dell’assistenza, che – ha sottolineato – è lo scandalo più grave”.
Riguardo ai cavilli burocratici contestati dal Tar, Alemanno si è giustificato affermando che “è la prima volta che vengono fatte pratiche di questo tipo, quindi può essere opinabile l’aspetto formale, ma c’è anche un aspetto di ingiustizia sostanziale. Credo -ha aggiunto – che il Tar possa chiedere delle correzioni ma non continuare a bloccare questi provvedimenti, per opera, tra l’altro, di un avvocato che rappresenta un’associazione che ha interessi nei campi”.
Alemanno ha concluso la sua invettiva facendo un appello a tutti i cittadini: “Andremo avanti su questa strada, e per farlo chiediamo la mobilitazione e la solidarietà di tutta la città: dobbiamo liberare Roma da tutti coloro che non hanno né un luogo reale dove vivere né un’occupazione legale. Queste persone vanno cacciate dalla città non solo dai campi nomadi. Noi accogliamo tutti quelli che se lo meritano, ma nessuno – ha concluso – fa parte di una sorte di specie protetta e nessuno può sottrarsi alla legalità. Su questo saremo inflessibili”, ha concluso.
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